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Steve Jobs all'IKEA e altre notizie
Scritto da Carlo Gandolfo il 05-04-2005 ore 03:16
I giorni scorsi hanno visto come assoluto protagonista della stampa informatica <strong>Steve Jobs</strong>, fondatore di Apple. I vari giornali online specializzati hanno infatti dato molto risalto alle notizie che lo vedevano al centro di due delicate fusioni.
E' di venerdì scorso la <a target="_blank" href="http://gemal.dk/blog/2005/04/01/steve_jobs_joins_mozilla_foundation_as_president/">notizia</a> di <strong>Jobs diventato Presidente della fondazione Mozilla</strong> (proprio nel funesto giorno in cui veniva <a target="_blank" href="http://mozillanews.org/?article_date=2004-04-01%2001:20:34&comment=1">annunciato</a> lo stop allo sviluppo di Firefox); a distanza di poche ore lo stesso Jobs ha stipulato un interessante <a target="_blank" href="http://www.theregister.co.uk/2005/04/01/steve_jobs_joins_ikea/">accordo</a> col gigante svedese <strong>IKEA</strong>.

Ma c'è chi notizie come queste se l'è <strong>bevute</strong>, come Google; che ne ha approfittato per lanciare la sua ennesima rivoluzione: <a target="_blank" href="http://www.google.com/googlegulp/">Googlegulp</a>: <strong>bevanda utile e accessibile</strong>, in quattro sapori diversi, che promette addirittura di stravolgere (in meglio) la mente di chi la beve e <strong>migliorarne l'efficienza di navigazione sul Web</strong>. Queste bevande, in <strong>tiratura limitata</strong> e per adesso solo in <strong>versione beta</strong>, sfrutteranno la stessa idea di <strong>viral marketing</strong> utilizzata per Gmail; ciò significa che se non conoscete nessuno che vi possa dare un tappo di Googlegulp usato (condizione necessaria per richiederne una bottiglia nuova) non preoccupatevi: vuol dire semplicemente che al momento non siete nessuno. Ma lo diventerete molto, molto, presto.

Tutto questo mentre, da un'altra parte del mondo, corpi scelti dell'Encyclopaedia Britannica prendevano possesso con la forza della concorrente open source <a target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/2005_Britannica_takeover_of_Wikimedia">Wikimedia</a>, cambiandole il nome in <strong>Wikimaedia</strong>; e quelli di <strong>Opera</strong>, l'alternativa ai browser alternativi, <a target="_blank" href="http://www.opera.com/pressreleases/en/2005/04/01/">brevettavano</a> una delle invenzioni più utili nell'epoca della comunicazione: una tecnologia P2P in tempo reale denominata <strong>Speech Technology</strong> basata sulla geniale invenzione delle onde sonore. Si tratta di una soluzione indipendente dalle piattaforme e basata su standard aperti ed è in grado di <strong>trasportare segnali analogici nell'etere</strong>, in modo di permettere agli utenti una comunicazione in tempo reale addirittura <strong>senza l'utilizzo di computer o telefonini</strong>.

La tecnologia però è tuttora in fase di sviluppo e presenta ancora qualche bug: problemi di varia natura legati agli standard adottati si presentano specialmente quando si sfrutta il <strong>roaming all'estero</strong>, e soprattutto problemi di sicurezza e privacy quando la tecnologia viene impiegata per la comunicazione a distanza.<em> "Non abbiamo ancora trovato una buona soluzione allo spam e agli attacchi di phising"</em> - ha comunicato il CTO di Opera -<em> "Questo non sembra essere un gran problema in ambienti chiusi, ma diventa una sfida in network più affollat: dove risulta facile l'esposizione a messaggi non destinati a noi, o addirittura si viene limitati o privati dalla capacità di determinare l'identità del destinatario</em>".

E mentre l'informatica arricchisce la scienza, la scienza getta la spugna: il prestigiosissimo magazine Scientific American si arrende sull'<a target="_blank" href="http://www.sciam.com/article.cfm?chanID=sa006&articleID=000E555C-4387-1237-81CB83414B7FFE9F&colID=2">Evoluzionismo</a> sconfessando la teoria di Darwin e ammettendo <strong>tutta la verità sul Creazionismo</strong>.

Insomma: giornata complicata e confusa per la stampa telematica, quella di venerdì scorso: tutti i grandi nomi, del Web e non, sono improvvisamente diventati mattacchioni in una, a tratti esilarante, caccia al <u>Pesce d'Aprile</u>.
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