KPL è l'acronimo di Kid's Programming Language, un linguaggio appositamente creato per avvicinare alla programmazione i ragazzi dai 10 ai 16 anni, ideato da
Morrison Schwartz . Pur trovandosi ad uno stadio iniziale, KPL ha già saputo raccogliere intorno a sé una community composta da programmatori, insegnanti e genitori.
Linguaggi di programmazione oggi ce ne sono un'infinità, molti strumenti come fogli di calcolo e database sono agevolmente programmabili e quindi può apparire strano che KPL abbia ottenuto sin da subito un buon seguito. A dimostrarlo sono però gli oltre 55000 download avvenuti durante i primi 7 mesi e l'attività del forum, da cui traspare il grande interesse verso questo ambiente di sviluppo. Sembra che KPL abbia smosso un po' le acque in un settore finora poco esplorato come è quello dell'insegnamento della programmazione a un pubblico giovane. Sicuramente una delle ragioni che ha determinato un certo interesse nei confronti del prodotto è che l'IDE è disponibile in ben 16 lingue tra le quali l'italiano.
Gli americani sono preoccupati dal fatto che negli ultimi anni le iscrizioni alle facoltà di informatica sono in continuo ribasso (per non parlare dell'Italia dove fanno tutti Scienze delle Comunicazioni) e che i programmatori indiani e in genere del Sud-Est asiatico sono più preparati dei loro, quindi è comprensibile come cerchino di
rendere attraente alle nuove generazioni un argomento
ostico come la programmazione, anche con strumenti di questo tipo.
KPL is a 2006 Consumer Product of the Year finalist (significantly, Washington Software Alliance has no Educational Product category), si legge nella
Guida per gli insegnanti, quindi si capisce come KPL riesca a proporsi per colmare un vuoto in questo specifico campo.
Per gli utenti che abbiano già maturato una buona esperienza in fatto di programmazione questo strumento si presenta intuitivo e di facile utilizzo. L'IDE è gradevole ed il codice esportabile in C#, VB.NET, probabilmente, a seguito delle numerose richieste, anche in Java.
Non è mia intenzione addentrarmi in questioni tecniche, ma considerare soltanto l’aspetto didattico della proposta. Non conosco il livello di preparazione di insegnanti e alunni che ne fanno uso, né se si stanno ottenendo risultati significativi. Un dato di fatto è che l’insegnamento della programmazione ad un pubblico giovane finora ha avuto una scarsa considerazione per svariati motivi. Uno di questi è senza dubbio la mancanza di un ambiente di sviluppo semplice ed intuitivo allineato però ai più moderni strumenti di lavoro degli sviluppatori. Lo
stato dell'arte della programmazione deve entrare anche nella scuola, ma con strumenti adeguati e attuali. A volte la strada poco battuta lo è per delle buone ragioni. Un Merito a KPL per aver posto la questione.