Una delle società Linux più conosciute nel mondo è
Red Hat. Fondata nel 1995 da
Bob Young e
Marc Ewing, nel 2003
Red Hat ha deciso di focalizzarsi sul business e ha smesso di rilasciare la sua distribuzione gratuitamente.
La compagnia ha scelto invece di sponsorizzare un progetto chiamato
Fedora. Di
Fedora Core, questo il nome della distribuzione Linux partorita dal progetto Fedora, abbiamo pubblicato un'
ampia recensione della versione 5, appena uscita.
Si tratta di una distro stabile e sicura con frequenti release ed il rilascio costante di aggiornamenti che la rendono particolarmente adatta per i server.
La gestione dei pacchetti è basata sugli RPM, inventati da Red Hat stessa, e gli aggiornamenti vengono fattiattraverso Yum, il quale internamente usa
rpm e che si comporta in maniera simile al package management di Debian. Per la verità su Fedora è possibile installare anche apt-get, ma il supporto e la disponibilità di repository sono inferiori al più usato Yum, che tra l'altro è installato e configurato di default. Con Yum, smanettando un po', è anche possibile fare l'upgrade da un Core all'altro. Ogni versione di Fedora Core, a cui di norma corrisponde una major versione del kernel, è infatti contraddistinta da un numero sequenziale: Fedora Core 1, Fedora Core 2, ecc. L'upgrade da un Core all'altro con Yum non è proprio banale, mentre lo è, di norma, passare dalla versione 2.6.x alla 2.6.y del kernel, anche perché Yum conserva sempre le versioni dei kernel precedenti e non le depenna dal file di configurazione di Grub, il boot loader di Fedora, permettendo quindi di avviare il sistema con una precedente versione del kernel, almeno sino a che questi non è stato rimosso
a mano.
Fedora è ampiamente usata in ambito enterprise, dove costituisce una valida alternativa a Red Hat, condividendone lo stesso
cuore. C'è da dire però che a dispetto di Red Hat Enterprise,
Fedora gode di un minor supporto: molte software house certificano i propri prodotti unicamente per le distribuzioni commerciali (questioni di interessi) e così capita che anche alcuni kernel driver siano disponibili come patch del kernel unicamente per Red Hat o SUSE. Chiaramente parliamo di hardware di fascia alta, di software generalmente costosi.
Dal 2003 ad oggi sono stati compiuti molti sforzi per rendere
Fedora usabile ed attrarre così un pubblico di utenti, anche neofiti, sempre più vasto. Lo si evince già dall’installazione, interamente grafica. Il risultato degli sforzi del team di sviluppo è che Fedora rappresenta una scelta popolare (in tutti i sensi) per desktop e server Linux.
Pro: Largamente usata, buon supporto, innovativa, desktop di bell'aspetto, tool di configurazione grafici, disponibile anche per AMD Opteron, facile da aggiornare.
Contro: Non così stabile come Slackware per l'utilizzo sui server, non così semplice e aggiornata come SUSE o Mandrake per l'utilizzo desktop. Fedora è realmente una distribuzione generica.