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Pavillion il cuore pulsante della JavaOne
Scritto da Fabrizio Gianneschi il 23-05-2006 ore 17:52
Se le sessioni tecniche sono il luogo dove incontrare le Java rock star di JavaOne, il Pavillion, la grande area espositiva, ne è indubbiamente il cuore. Non si può dire di essere stati alla JavaOne, senza averlo visto.
Oltre alla massiccia presenza di SUN, il Pavillion ha ospitato ben oltre 100 stand, suddivisi tra cosponsor, espositori e stampa.

Imperdibile la zona denominata Experience the Power of Java, riservata ai risvolti pratici del mondo Java, comprendente demo, giochi, dispositivi mobili e robotizzati. Tre in particolare hanno attirato la mia attenzione, nonostante la tentazione dei free drink.

La prima è un'enorme Dune Buggy a forma ovoidale chiamata Tommy, vincitore tra l'altro di un Duke's Choice Award. Tommy ha partecipato alle edizioni 2005 e 2006 del DARPA Challenge, una competizione da milioni di dollari organizzata da un ente militare statunitense e riservata ai veicoli senza guidatore a guida completamente robotizzata. Il motore software di Tommy è ovviamente stato scritto in Java (SE) e molti dei dispositivi di I/O sono gestiti con JME. Oltre che essere stata vista parcheggiata da quasi tutti i partecipanti, Tommy ha dato prova delle sue abilità durante il keynote conclusivo di James Gosling.

Il secondo stand più divertente è stato indubbiamente quello riservato al JavaOne Slot Car Race, dimostrazione pratica delle potenzialità della Real Time Java Virtual Machine. Sun ha realizzato un pista per automobiline elettriche da corsa, con più di 80 sensori disseminati ovunque, in modo da fornire informazioni in tempo reale sulla posizione e velocità della macchina. La competizione consisteva nel realizzare in Java, un po' alla stregua di Robocode, il codice di controllo della macchina, , variando il voltaggio a seconda delle informazioni ricevute dai sensori, allo scopo di effettuare il miglior tempo su due giri. La macchina quindi veniva gestita automaticamente dal software senza l'intervento umano. La difficoltà era data dalla particolare tortuosità della pista. Vi assicuro che si sono viste parecchie macchine volare fuori dalle curve!

A parte l'aspetto divertente, la RTJVM è ormai una realtà. Il responsabile della RTSJ (Realtime Specification for Java ), Greg Bollella, ha illustrato al pubblico molte delle caratteristiche più interessanti della JSR-01, soffermandosi parecchio sul problema maggiore del real time Java, ovvero la Garbage Collection. Quando si ha a che fare con sistemi che esigono tempi di risposta dell'ordine dei microsecondi (non millisecondi come una JVM classica) non si può certo perdere tempo a manipolare un po' di oggetti qua e là. Greg ha introdotto i concetti di livelli di priorità tra i thread che girano in una RTJVM ed ha mostrato anche una demo di un real time application server di Sun.

Avete presente il film Minority Report con Tom Cruise? Quanti di voi hanno sognato di poter usare un giorno il proprio PC come fa Tom nel film, e cioè gesticolando nell'aria, spostando virtualmente le mani per muovere oggetti e finestre su un maxischermo posto davanti a voi? Beh, ora è realtà, grazie ad un incredibile sistema gestito da sensori sofisticati basato su Java ha permesso il controllo totale di un desktop 3D basato su Looking Glass.
Ho realizzato un piccolo video che purtroppo non posso pubblicare immediatamente. Tutti gli interessati mettano un commento e vedremo in qualche modo di mettere on line il filmato.
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Intervento di M Mazumder a.k.a. pautasso del 24-05-2006 ore 17:31, Torino (TO)
Plebeo
Plebeo
(1 intervento)
Iscritto il 17-01-2006
Non vedo l'ora di vedere il video!! ;)
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