Per chi volesse farsi un'idea generale di cosa sia e a cosa serva
SIP, potrebbe bastare un PDF in stile
for dummies, forse un po' prolisso, ma che inquadri l'argomento nel contesto delle comunicazioni di oggi: grande diversificazione dei mezzi disponibili e conseguenti difficoltà di scelta, passaggi continui dal cellulare alla e-mail, all'instant messaging, con diversi strumenti di sviluppo, protocolli e dispositivi.
SIP, che per noi suona come il
vecchio monopolista è un protocollo di segnalazione aperto che può stabilire qualsiasi tipo di sessione di comunicazione in tempo reale su dispositivi diversi come PDA, laptop, cellulare, IM client, telefono IP. Il protocollo è stato sviluppato da diversi attori riuniti nella cosiddetta
IETF o Internet Engineering Task Force, di cui fa parte anche
Avaya, che mette a disposizione il documento in oggetto.
SIP potrebbe diventare uno o l'unico standard nell'integrazione dei servizi, guadagnando spazio nel settore enterprise oltre che tra i fornitori di reti. Ne conseguirebbero trasformazioni rilevanti non solo nelle grandi aziende, ma in tutto l'ecosistema che ruota loro intorno, e potrebbe trattarsi di una vera e propria rivoluzione nel mondo delle comunicazioni.
La storia di SIP viene tracciata in modo sommario dentro un riquadro di sei righe, rimandando alla
RFC 3261 per i dettagli tecnici. Il protocollo fa leva sul concetto di
presenza, ovvero la capacità di localizzare un utente e determinare la sua volontà e potenzialità di partecipare a una sessione, per raggiungere la persona giusta al momento opportuno e col mezzo più adatto.
La comunicazione non è più centrata sul dispositivo, bensì sul suo utilizzatore; al contrario di quanto avviene adesso, non dovremmo cercare per prima cosa un indirizzo IP o numero di telefono, ma un
AoR (
Address
of
Record), mappabile su dispositivi e mezzi di trasmissione diversi: una specie di
indirizzo pubblico dell'utente, indipendente dal tipo di apparecchio usato.
Siccome non è facile tagliare i ponti con le
eredità del passato, SIP supporta ancora il nostro amato
PSTN e la sua numerazione telefonica, che potrebbe durare ancora a lungo. Rendo noto che si stanno comunque facendo degli sforzi per mappare i numeri di telefono della rete telefonica commutata con gli identificatori pubblici SIP.
Il inguaggio supportato da SIP è basato sul testo, quindi è facile da programmare, anche in vista dell'interoperabilità che lo caratterizza; inoltre è modulare ed estensibile. Altro punto a favore di SIP è la somiglianza con il protocollo HTTP, che semplifica l'integrazione tra applicazioni e sistemi di comunicazione.
L'architettura di SIP è divisa tra terminali, o endpoint, o user agent, ovvero i programmi e i dispositivi che mettono effettivemente in comunicazione gli utenti finali ed i server, di cui si può anche fare a meno in piccole organizzazioni, dove non c'è bisogno di centralizzare la comunicazione o di regolare il traffico attraverso proxy, autorità di registrazione e server di presenza per facilitare la comunicazione tra terminali.
SIMPLE (SIP for Instant Messaging and Presence Leveraging Extensions), estensione di SIP, serve a faciliare la comunicazione cosiddetta
instant messaging. La versatilità di SIP e il fatto di essere uno standard aperto, lo candidano a una sempre maggiore integrazione con applicazioni businness e diversi tipi di funzionalità. E' possibile che la futura convergenza di indirizzi associati a modalità di connessione differenti (telefono fisso o mobile, IM, e-mail) in un solo userid SIP, cambi veramente il nostro modo di pensare la comunicazione, rendendola molto più semplice e immediata.
Il
documento di cui ho analizzato una parte ha un carattere introduttivo. Oltre alle specifiche tecniche già menzionate (RFC 3261), si può trovare
materiale più specifico grazie ai motori di ricerca preferiti.