Dalla
SC06 di Tampa arrivano alcune
interessanti dichiarazioni sulla piattaforma per il calcolo parallelo recentemente rilasciata da Microsoft:
Windows Compute Cluster Server 2003. Secondo
Shawn Hansen, Microsoft Marketing Director,
oltre la metà dei cluster su cui gira Windows Compute Cluster Server 2003 hanno più di 1.000 processori, anche se poi lo stesso Hansen rifiuta di dire quante copie del prodotto sono state vendute.
Il fiore all'occhiello è naturalmente il cluster Dell ospitato all'
NCSA (
National
Center for
Supercomputing
Applications), un
blob di 2.500 server che occupa il ventisettesimo posto nella apposita
classifica TOP500, un po' isolato fra i 376 cluster Linux, ma di sicuro un risultato da non trascurare per un sistema operativo disponibile solo dalla fine di agosto.
Ancora, partner come HP sono riusciti a superare i cluster Linux in alcune metriche chiave:
risultati sorprendenti anche per noi, commenta Hansen. Per quanto il target di mercato di Windows Compute Cluster Server 2003 sia dichiaratamente quello del
personal supercomputing, grazie anche alla familiarità col sistema operativo, la Microsoft non dispera, nei prossimi anni e con le prossime versioni del prodotto, di poter competere con le installazioni Linux di fascia alta.
Uno dei punti di forza della soluzione di Redmond rimane, comunque, l'offerta di tool per gli sviluppatori di applicazioni parallele, quali il nuovo e potente
debugger parallelo disponibile in Visual Studio 2005. Altro non ci è dato di sapere sulle prossime versioni di Windows Compute Cluster Server 2003 se non che, come era scontato, il rilascio di
Longhorn Server determinerà sicuramente una nuova release, e che il rilascio del primo Service Pack è previsto verso aprile 2007.
Intanto, il supporto software è cresciuto al punto che è ora far possibile
girare sul server HPC Microsoft i file sistem paralleli della IBM, ovvero
GPFS della SGI, alias
CXFS, e
Polyserve. Fra innovazione tecnologica ed imprevedibili alleanze, il futuro promette sorprese.