Nel variegato mondo dei
Desktop Environment per
Linux la lotta per contendersi il maggior numero di utenti è sempre stata a due; da un lato il
KDE basato sulle librerie
Qt e dall'altro
GNOME basato sulle librerie grafiche
GTK+.
Al di là delle simpatie personali, sono necessari dei dati oggettivi, per cui per provare chi sia il maggiore
divoratore di RAM, occorre eseguire una serie di
benchmark affidabili. Per questo motivo quando sono apparsi i primi risultati dal
blog di
Lubos Lunak molti hanno espresso qualche dubbio.
Nell'articolo "
Desktop memory usage"
Lubos Lunak spiega il suo metodo di lavoro dicendo di preferire un software per l'analisi della memoria fisica come
Exmap piuttosto dei soliti strumenti di sistema come
free e
top che non danno dei risultati affidabili a causa di una serie di tecniche utilizzate da
Linux per ottimizzare la memoria fisica.
A tal proposito consiglio due articoli: "
Understanding memory usage on Linux" e "
FAQ Linux Memory Management".
Nel complesso di questa analisi perciò
KDE batte ripetutamente GNOME per una decina di megabyte, ma il dato che ha convinto di meno – oltre al fatto che
Lubos Lunak fa parte del team di sviluppo del
KDE – è che i test si sono basati esclusivamente sul consumo di memoria all'avvio delle applicazioni. Nel
mondo reale questo è un dato poco significativo visto che le performance si misurano sull'utilizzo intensivo e prolungato delle applicazioni. Insomma un
benchmark più teorico che pratico.
E qui entra in gioco un altro test, questa volta prodotto (in perfetta
par condicio) da uno dei
core maintainer di
GNOME (Gnu Network Object Model Environment),
Callum Roderick McKenzie. Uno
script in Perl non fa altro che
sparare ad intervalli di 30 secondi la top list dei processi in esecuzione. Così in cinque giorni di test con i due sistemi a pieno carico e con configurazioni minimali ne è scaturito un
resoconto meno netto rispetto a quello di
Lubos Lunak, dove i mega di distacco sull'utilizzo della memoria si affievoliscono sempre di più ed
i duellanti rimangono grossomodo sullo stesso piano.
Una breve precisazione sui due
benchmark: fatti a distanza di un anno, il primo si basava sul
KDE 3.5.2 e su
GNOME 2.14, mentre il secondo - più contemporaneo - rispettivamente sulle versioni 3.5.5 e 2.16. A questo punto potrebbe essere interessante utilizzarli entrambi per produrre un qualcosa di più omogeneo e meno di parte. Magari ne uscirebbe qualcosa di nuovo da analizzare.
Concludo con una provocazione verso il luogo comune che vuole preferire un Desktop Environment come
Xfce per macchine non potentissime, portando l'esempio di
Linutop, una
diskless workstation.