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Microsoft is dead
Scritto da Emanuele Gianturco il 20-04-2007 ore 10:17
Intel Cluster Studio XE
Secondo Paul Graham, Microsoft è morta. In realtà, nell’articolo, che sicuramente utilizza toni un pò forti, si parla semplicemente della perdita della prima posizione assoluta nel mondo informatico da parte della casa di Redmond, e della necessità di un cambio di rotta. La riflessione nasce da una conversazione intrattenuta con il fondatore di una nuova società, a cui Graham ha ricordato che Yahoo! iniziò l'attività cercando di non infastidire troppo Microsoft.

Cogliendo perplessità nell'interlocutore sul fatto che Microsoft potesse ancora spaventare qualcuno, Graham si sarebbe reso conto che quell'ombra gettata sul mondo informatico dal colosso di Redmond, per quasi un ventennio a partire dalla fine degli anni Ottanta, è ormai svanita: nessuno ha più paura di Microsoft, e nonostante essa faccia ancora molti soldi, non è più pericolosa come una volta, e sembra far parte di un altro mondo. Cosa starebbe uccidendo Microsoft? Quattro cose in particolare, verificatesi quasi contemporaneamente a metà del 2000:
  • l'affermazione sul mercato di Google;
  • l'avvento di AJAX: Gmail ha mostrato quanto si potesse fare con software Web-based, sfruttando quello che ormai è noto a tutti come Asynchronous JavaScript and XML; sarebbe questa la seconda causa della morte di Microsoft: l'evidenza della fine delle applicazioni desktop, e l’inevitabile trasferimento di tutte le applicazioni sul Web. Graham ricorda come sia stata la stessa Microsoft ad avviare la nascita di AJAX a partire dall'oggetto XMLHttpRequest creato alla fine degli anni 90 per Outlook. Tuttavia, i creatori non hanno compreso fino in fondo l’importanza di esso ed il fatto che questo componente sarebbe stato utile a chiunque avesse voluto realizzare applicazioni Web, per renderle simili ad applicazioni desktop. L'altro componente critico di AJAX è JavaScript, boicottato da Microsoft perché ritenuto pericoloso. Ma alla fine il mondo open source ha vinto, producendo librerie JavaScript, che sono cresciute sopra i malfunzionamenti di Explorer, come un albero cresce sopra il filo spinato.
  • La terza causa della morte di Microsoft sarebbe Internet a banda larga. Chiunque ora può avere accesso ad Internet, e più grande è la banda verso i server, meno risulta necessaria un’applicazione desktop.
L'ultimo chiodo alla bara sarebbe stato piantato da Apple, che grazie ad OS X, sarebbe resuscitata in una modalità estremamente rara per il mondo della tecnologia: forse un po’ esagerando, Graham dice che la vittoria di Apple è definitiva e si sorprende di vedere ancora computer con sistema operativo Windows; tutte le persone che si interessano di computer - aggiunge l’autore dell’articolo - utilizzano Mac o Linux: Windows è ormai per le nonne, come i Mac negli anni 90, e non solo i desktop sono diventati quasi inutili, ma nessuno che si occupa di informatica utilizza tecnologia Microsoft.

Egli esprime poi, felicità per questa presunta morte di Microsoft, perchè la sua potenza non era meritata, bensì ereditata da IBM, che l'aveva preceduta nel monopolizzare il mondo dello sviluppo software, il quale a sua volta sarebbe stato strozzato dal monopolio fra la metà del 1950 fino al 2005, quindi per quasi tutta la sua esistenza. Una delle ragioni dell'euforia intorno al Web 2.0, sarebbe appunto la sensazione che il monopolio sia ormai giunto al termine. Graham, alla plausibile domanda se sia possibile resuscitare Microsoft dal decesso, risponde che grazie alla sua enorme liquidità, essa potrebbe recuperare terreno, comprando hacker brillanti ed acquisendo tutte le start-up Web 2.0.

La debolezza più grande di Microsoft - conclude Graham - sta nell’incapacità di rendersi conto di non poter più scrivere software per il mondo desktop, defunto alcuni anni fa; poi l’autore aggiunge che i lettori del suo articolo si divideranno fra coloro che sostengono con convinzione l’enorme competitività che Microsoft ha tuttora, e coloro che riterranno le informazioni in esso contenute ormai superate.
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Intervento di Emanuele Gianturco a.k.a. kafka del 03-05-2007 ore 18:17, Roma (RM)
Barone
Barone

(234 interventi)
Iscritto il 10-04-2001
Citazione:
Ugualmente, esistono casi documentati di Aziende che, invece, hanno risparmiato soldi a bizzeffe passando i SERVER da Linux a Windows 2003.

Il mondo è bello perchè è vario :)

Si, e proprio perchè il mondo dell'informatica è vario, è bello cambiare. Avere Suse installato sul desktop di casa, Xp sul portatile dell'ufficio, Mac mini attaccato alla televisione come Media Center; farsi l'applicazione di gestione delle partite di calcetto in .Net, il gioco del Sudoku per il cellulare in Flash, un client ftp in Java, e un sito in Php; chiaramente con il gusto di invertire ognuna delle cose citate.

Personalmente non credo che Windows ci abbandonerà tanto presto, e quindi mi stupisco, quando sento che qualcuno non del settore, passa a Linux. Mentre mi stupisco meno del contrario.

Ah! E chiaramente farsi ogni tanto una bella partita con qualche giochetto del Commodore 64.
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