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La parte abitata della Rete
Recensito da Federico Bo il 26-04-2007 ore 12:51
Copertina ISBN: 8848119726
Autori: Sergio Maistrello
Editore: Tecniche Nuove
Lingua: Italiano
Anno: 2007
Pagine: 173
Allegati: Nessuno
Intel Software
Diciamolo subito: questa “guida ottimistica per internettisti” forse non è rivolta allo zoccolo duro degli internauti italiani, ai cinque milioni di residenti nella parte abitata - ed attiva - della Rete. Questo libro sembra più dedicato alla maggioranza silenziosa dei navigatori saltuari, a coloro che conoscono ed usano solo Google, a quelli che si vergognano di lasciare commenti sui blog, ai genitori sconcertati da YouTube ed impauriti da Second Life. Ma forse anche a quei programmatori e geek, diffidenti o disinteressati verso un mondo, quello del social Web, che loro stessi contribuiscono a creare con le loro righe di codice.

Il Cicerone che ci guida in questo tour è Sergio Maistrello, giornalista freelance, attento osservatore delle implicazioni sociali e culturali, che accompagnano lo sviluppo di Internet e delle nuove tecnologie. Secondo la nostra guida, quello che abbiamo davanti agli occhi ogni volta che ci connettiamo alla Rete è “l'abbozzo di una società che ha imparato a prendere quanto di meglio le offre la tecnologia per recuperare una dimensione più naturale ed organica”. La nostra esistenza, fatta di reti e relazioni, viene in qualche modo replicata e trasferita sulla struttura reticolare del Web.

La sua natura neutrale e paritaria ci permette però di ricostruire liberamente la nostra (le nostre) identità, liberandoci da vincoli biologici e convenzioni sociali. In questo mondo digitale, esistiamo e viviamo come pura informazione: ci viene data l'opportunità di esplorare un nuovo spazio, quello delle conoscenze e delle potenzialità del pensiero, condividendo ed alimentando questa esperienza attraverso lo scambio e l'interazione con gli altri. Internet, al tempo stesso un altrove, e un ovunque, diventa per Maistrello il luogo della conversazione globale, offrendo un supporto per la memoria e meccanismi per l'esaltazione delle affinità.

Il nodo della Rete diventa il punto di presenza della persona, sorgente delle esperienze e delle conoscenze dell'individuo, amplificatore - ed al tempo stesso filtro - delle informazioni che transitano attraverso di esso. I link si trasformano in un insieme di relazioni attraverso le quali condividere i propri pensieri, e da queste relazioni, basate sullo scambio e sul dono, potrebbe nascere un rinnovamento del legame sociale basato sulla conoscenza condivisa e l'emergere di quella mente collettiva e connettiva immaginata da pensatori come De Kerckhove e Lévy.

Ma abbiamo detto che questa di Maistrello vuole essere una guida turistica, un percorso guidato attraverso gli strumenti, che permettono di creare questa nuova società digitale. Molte pagine sono quindi dedicate ad una presentazione ed ad una sintetica, ma efficace descrizione di blog, podcasting, wiki, feed RSS e software sociali. I neofiti troveranno molte informazioni utili e scopriranno il fascino che queste applicazioni e questi servizi possono esercitare. In appendice alcune semplici istruzioni per l'uso permettono di iniziare da subito a testare le potenzialità dei software descritti nel libro, blog in primis.

L'autore, presagendo dubbi e perplessità del lettore scettico, insiste molto su alcuni punti chiave della filosofia partecipativa: la necessità di riattivare la capacità di comunicare - l'educazione alla conversazione nella definizione di Giuseppe Granieri - la reputazione personale come valore da coltivare giorno dopo giorno attraverso i propri contributi e le proprie idee, il capitale sociale, creato all'interno di quei piccoli mondi che sono le community a partire da principi di fiducia, di reciprocità e di affidabilità.

Viene spiegata l'utilità di operazioni apparentemente banali, come l'etichettatura o tagging dei contenuti: l'indicizzazione degli argomenti da parte degli utenti - folksonomy - favorisce la condivisione delle risorse e l'emergere di collegamenti nascosti ed imprevedibili tra persone ed argomenti apparentemente lontani tra loro.

La trasformazione della comunicazione in conversazione sembra investire anche i mercati, nei quali le grandi aziende si trovano ad affrontare le sfide dell'interazione, voluta o subita, con i consumatori. Il nuovo Web riscopre le nicchie, le coccola, le valorizza e le monetizza permettendo di sganciarsi dalle logiche del consumo di massa e dalla dittatura dei blockbuster.

La nuova opinione pubblica è attiva, fa sentire la propria voce, affianca e contamina con i suoi contributi i media tradizionali, moltiplica i percorsi intellettuali e favorisce l'affrancamento dall'omologazione. Per abituare fin dalla scuola i giovani ad affrontare questa realtà ricca, ma impegnativa, è necessario, per l'autore, insegnare agli studenti a selezionare le informazioni, così come suggerito anche da Umberto Eco, e ad esercitare lo spirito critico e quello collaborativo. Blog e wiki didattici, nei primi timidi, ma importanti, esperimenti condotti in Italia da volenterosi e lungimiranti insegnanti, hanno già prodotto i primi frutti.

Questa la visione, ottimistica ed entusiasta, che Sergio Maistrello condivide con altri sostenitori della svolta sociale del Web; molti critici di quella che viene definita retorica della partecipazione sottolineano però come molti di coloro che vengono considerati cittadini attivi della Rete, in realtà fruiscono passivamente di contenuti generati da élite all'interno delle varie community. Inoltre il concetto di “molti a molti” rischia di diventare quello di “troppi a troppi” e di creare una sorta di eutrofizzazione informativa. Queste ed altre osservazioni vengono (un po' troppo) spesso trattate da Maistrello come falsi problemi oppure, con un ribaltamento di prospettiva, valutate come opportunità invece che come punti critici della visione proposta.
proUna guida utile e piacevole per il navigatore saltuario e per chi sia interessato a conoscere strumenti e filosofie, implicazioni ed opportunità del social networking.
controLa descrizione dei social software più comuni risulta chiaramente superflua per gli heavy users. Inoltre, sembra che a volte l'enfasi sulla partecipazione e sulle sue capacità taumaturgiche sconfini nell'utopia.
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