Per chi non conosce la storia di
Progeny, sebbene
se ne sia già parlato su questo sito, facciamo un breve sunto. Fondata nel 2000 da
Ian Murdock, pioniere della ben nota distribuzione Debian di Linux, e
John H. Hartman questa società si è configurata fin da subito come realtà rivolta al
FOSS, specializzata nella consulenza e nella vendita di prodotti legati a Debian.
A partire dal 2005, ha subito un netto calo nei profitti e ha dovuto a dir poco reinventarsi offrendo servizi di aggiornamento e componenti modulari necessari alla creazione di specifiche distribuzioni basate su Debian. Evidentemente anche questo modello di business, a distanza di anno, non è risultato molto vincente e così il 30 aprile scorso — come si può leggere dall’
originaria home page di questa società — è arrivata la notizia relativa alla chiusura di ogni attività. Ora è lecito chiedersi il perchè di questa decisione e quali possano essere i reali motivi alla base di essa.
Su questo tema si sono pronunciate testate molto ben conosciute all'interno dell'intera comunità GNU/Linux mondiale, aprendo una discussione sui problemi delle piccole società operanti nel campo dell'open source. Secondo quanto
dichiarato da
Branden Robinson, ex project leader di Debian ed impiegato della
Progeny sin dalla sua nascita, il problema alla base della chiusura della società non è da associare ad una mancanza di mercato. Prima della sua chiusura, stando alle parole di Robinson, la società aveva infatti ancora sei o sette clienti, che garantivano una discreta porzione di lavoro ai dipendenti della società.
Purtroppo però i problemi erano ben altri. Prima di tutto società piccole, nell'ordine dei cinque o sei impiegati come
Progeny, non sono in grado di mantenere testa alle società più blasonate, oltre al fatto che non riescono di conseguenza a portare avanti progetti di dimensioni più o meno grandi. Un altro problema è che ad oggi società più grandi non sono più interessate ad acquisire all'interno del proprio assetto societario realtà rivali più piccole. Basti pensare all'affare
Novell-Ximian. Ora l'obiettivo è quello di ingaggiare i dipendenti chiave delle società proprio allo scopo di indebolirle. E' questo il caso che ha coinvolto
Ian Murdock e
Jeff Licqua, esponenti di spicco della
Progeny sin dalla sua nascita.
Un ulteriore problema riguarda la nascita e la spaventosa crescita della
Canonical e di
Ubuntu, distribuzione basata su Debian. Il boom di
Canonical e di
Ubuntu ha infatti praticamente messo a tacere ogni affare
Progeny ed anche se ha tentato di mantenere testa per un breve periodo di tempo alla sua ascesa non ce l'ha fatta.
Non è irrilevante neanche il problema economico: sin dalla sua nascita, a metà del 2001,
Progeny non è mai riuscita a mantenere un bilancio soddisfacente e così invece di trovare nuovi partner per crescere, si è sempre trovata di fronte al problema di come pagare tasse e sopperire ai debiti. Infine, visto i pessimi risultati finanziari anche il CEO e i suoi collaboratori hanno deciso di abbandonare la causa e così, prima della fine, i programmatori si sono praticamente ritrovati a lavorare senza direttive e senza un capo. La società si è perciò trovata allo sbando. Si è conclusa tristemente l'avventura di
Progeny; purtroppo però il suo modello, che dovrebbe far pensare, si riproduce all'interno della comunità del
FOSS: pochi dipendenti, pochi clienti e poco mercato. Chissà come andrà a finire.