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Tecniche di virtualizzazione in OpenSolaris (2/2)
Scritto da Davide Panceri il 22-10-2007 ore 07:43
Intel Cluster Studio XE
Si passa poi alle cosiddette Branded Zone, ovvero estensioni dell'infrastruttura Zones vista in precedenza, create per ambienti operativi "non-nativi", un termine lasciato intenzionalmente vago per coprire un largo numero di soluzioni. E' possibile ad esempio creare un ambiente Linux in OpenSolaris (processori Sparc a parte) grazie a lx, anche se sono supportate solo applicazioni a livello utente, e pertanto non si possono usare device driver o moduli kernel, file system compresi.

Si prosegue poi con CrossBow, un nuovo progetto che permette di creare diversi NIC virtuali a partire da uno fisico/reale, e di controllare parametri di tipo QoS assegnando specifiche allocazioni di banda e dando priorità differenti a ciascun NIC, protocollo o servizio. Tutto questo può essere fatto da un amministratore di rete con i comandi dladm e flowadm, o da un'applicazione che usi setsockopt().

CrossBow è ideale per la server consolidation, l'isolamento di zone, per il tuning delle risorse di rete, e per incrementare la sicurezza, perché ad esempio limiterebbe ad un solo VNIC gli effetti di un attacco denial of service. Segue un esempio di come settare l'ampiezza di banda per un VNIC attraverso l'utility da linea di comando dladm, e delle spiegazioni sulla derivazione del livello di virtualizzazione attraverso uno pseudo driver VNIC a livello MAC.

Qualche esempio applicativo si trova anche nella sezione del sito OpenSolaris dedicato alla gestione ed uso del sistema, e che comprende anche documentazione molto pratica.

Infine, OpenSolaris Xen è un port dell'omonimo progetto Linux sulla piattaforma OpenSolaris, aggiornato per l'ultima volta lo scorso mese di luglio, e che utilizza i virtualNIC del progetto CrossBow.

L'articlo originale è suddiviso in due parti e al momento può essere solo letto on line, senza versione PDF né pagina printer-friendly.
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