Si passa poi alle cosiddette
Branded Zone, ovvero estensioni dell'infrastruttura
Zones vista in precedenza, create per ambienti operativi
"non-nativi", un termine lasciato intenzionalmente vago per coprire un largo numero di soluzioni. E' possibile ad esempio creare un ambiente Linux in OpenSolaris (processori Sparc a parte) grazie a
lx, anche se sono supportate solo applicazioni a livello utente, e pertanto non si possono usare device driver o moduli kernel, file system compresi.
Si prosegue poi con
CrossBow, un nuovo progetto che permette di creare diversi NIC virtuali a partire da uno fisico/reale, e di controllare parametri di tipo QoS assegnando specifiche allocazioni di banda e dando priorità differenti a ciascun NIC, protocollo o servizio. Tutto questo può essere fatto da un amministratore di rete con i comandi
dladm e
flowadm, o da un'applicazione che usi
setsockopt().
CrossBow è ideale per la
server consolidation, l'isolamento di
zone, per il tuning delle risorse di rete, e per incrementare la sicurezza, perché ad esempio limiterebbe ad un solo VNIC gli effetti di un attacco
denial of service. Segue un esempio di come settare l'ampiezza di banda per un VNIC attraverso l'utility da linea di comando
dladm, e delle spiegazioni sulla derivazione del livello di virtualizzazione attraverso uno pseudo driver VNIC a livello MAC.
Qualche esempio applicativo si trova anche nella sezione del sito OpenSolaris dedicato alla
gestione ed uso del sistema, e che comprende anche
documentazione molto pratica.
Infine,
OpenSolaris Xen è un
port dell'omonimo progetto
Linux sulla piattaforma OpenSolaris, aggiornato per l'ultima volta lo scorso mese di luglio, e che utilizza i
virtualNIC del progetto
CrossBow.
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