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Breve corso sulla compressione dei file: il formato audio Ogg Vorbis (1/2)
Scritto da Leonida Castaldo il 25-10-2007 ore 11:51
Intel Cluster Studio XE
Il formato di compressione MP3, il cui processo di codifica è stato descritto nei precedenti articoli, è uno dei più usati in quanto offre ottimi rapporti di compressione, ma quello che probabilmente in pochi sanno è che non è affatto gratuito.

Per fornire una stima di quanto costi, si consideri che alla Thomson Multimedia, detentrice dei diritti di autore, devono essere versati 80 centesimi di euro per ogni lettore MP3 o archivi MP3 scaricati dalla Rete, anche se liberi o in abbonamento, pari al 2% del guadagno annuo.

Questa situazione spinse lo sviluppatore software Christopher Montgomery, laureato al MIT, a creare un nuovo formato di compressione audio, che fosse completamente libero e gratuito. Montgomery decise di battezzare il suo prodotto Ogg Vorbis. La storia è molto più complessa e articolata e ben spiegata sul sito di Apogeonline.

Lo scopo di Montgomery non era solo quello di produrre un formato gratuito di compressione audio, ma anche di equiparare le potenzialità dell’MP3, risultato che riuscì ad ottenere in beve tempo con l’aiuto di un collettivo di sviluppatori, che si faceva chiamare Xiphophorus.

Il formato di compressione Ogg Vorbis è di tipo lossy. La prima parte del nome (Ogg) rappresenta il formato vero e proprio, quindi il contenitore dei file audio, la seconda parte (Vorbis) è invece il nome dello schema di compressione audio. Le scelte di progetto e la sperimentazione, hanno consentito un miglioramento progressivo del formato, aggiungendo gradualmente alcune caratteristiche innovative, che hanno reso Ogg Vorbis un ottimo candidato a soppiantare definitivamente MP3 o WMA o formati simili. La prima di queste caratteristiche è l’ausilio del Variable Bit Rate (VBR).

La codifica viene eseguita per ogni frame con un bit-rate effettivamente variabile e appropriato per la sorgente sonora. La variazione del bit-rate è decisa sulla base della complessità del suono da codificare. Codificando passaggi con poca dinamica o i silenzi con bit-rate inferiori, si ha un risparmio di spazio maggiore.

Un’altra caratteristica di Ogg Vorbis è il supporto dell’audio multicanale e del coupling dei canali. Queste caratteristiche consentono di mantenere una netta distinzione tra i canali e all’occorrenza unirli in un unico output per migliorare il rapporto di compressione.

Ogg Vorbis comprime dov’è necessario e con livello qualitativo differente, a seconda delle reali necessità di compressione: viene eseguita una compressione a zone, che si differenzia in base alla tipologia delle informazioni processate.

Questo modo di procedere nel processo di codifica è la caratteristica più importante ed è sicuramente la scelta di progetto decisiva, che lo rende migliore del formato di compressione MP3, che si limita ad eseguire la compressione dell’intero brano in funzione di un bit-rate deciso prima dell’inizio della codifica.

C’è un ulteriore aspetto che rende il formato di compressione Ogg Vorbis rivoluzionario rispetto i suoi predecessori, aspetto che in parte si discosta dal tema del corso sulla compressione, ma che comunque merita una citazione. Ne parlerò nella seconda e conclusiva parte dell’articolo.
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