"La forza del Web è la sua universalità. L'accesso per tutti, a prescindere dal tipo di abilità, è un aspetto essenziale". Questa frase di
Tim Berners Lee, sulla copertina di
Accessibilità - Guida Completa, fornisce di per sé tutte le premesse per lo sviluppo di contenuti per il Web, o software per la scrittura o la lettura degli stessi.
Le persone con deficit nelle abilità, che navigano il Web, sono spesso più di quante ci si possa immaginare e ancora maggiori sono gli ostacoli, che possono incontrare nella navigazione anche di pagine molto comuni e contenuti molto semplici; è per questo che il
W3C, ha da anni istituito la
WAI (Web Accessibility Initiative) per redigere le
Web Content Accessibility Guidelines (WCAG); tanti Paesi cercano di regolamentare il tutto con delle normative che spesso fanno riferimento a tali linee guida, si pensi, ad esempio, alla nostra
legge Stanca del 2004.
L'autore del libro è
Michele Diodati, esperto di sviluppo Web, soprattutto nel campo dell'accessibilità e consulente per tematiche inerenti l'accessibilità su vari siti e portali di grande rilevanza pubblica. Il
suo sito interamente accessibile (e come poteva non esserlo?), in cui si affrontano numerose interessanti tematiche sull'accessibilità in Italia, punta probabilmente a diventare il riferimento a riguardo. Basta aprirlo, infatti, per notare la quantità di materiale presente e sempre in continuo ampliamento: traduzioni, guide, newsletter (chiamata "bollettino"), forum e altre risorse tra cui la
versione on line, attualmente
work in progress, proprio del testo in oggetto.
Pieno di dettagli funzionali e informativi, senza dimenticare la giusta dose di nozioni tecniche, il testo è la giusta miscela per chi vuole conoscere, imparare e perfezionare i concetti relativi all'accessibilità; e proprio cercando di rispondere alla domanda "Qual'è il significato della parola
accessibile?" si apre il
primo capitolo dal titolo
”Accessibilità e inaccessibilità”. Il capitolo continua, poi, entrando nei dettagli dell'accessibilità propria del Web e si conclude con eloquenti, e a volte purtroppo tragicomici, esempi di siti Web — anche di pubbliche amministrazioni — con enormi problemi di accessibilità. C'è da sottolineare che l'autore precisa di non voler criticare i siti o le pagine personali, ma ritiene giustamente impensabile che, anche a dispetto della normativa sopraccitata, siti Web di pubblica utilità siano fruibili solo da persone diversamente abili.
Il
secondo capitolo,
”Browser, dispositivi mobili, tecnologie assistive e sistemi operativi”, non ha bisogno di una grande descrizione in quanto il titolo di per sé dice tutto quello che c'è da sapere: vengono presi in esame i principali browser, con un'interessante sezione per alcuni browser grafici minori, ed esaminato il loro supporto agli standard; poi si passa a dispositivi mobili e Web TV, si analizzano tecnologie assistive cercando di spiegare brevemente in cosa consistono alcuni deficit; infine si studia il sopporto agli strumenti per l'accessibilità messi a disposizione nativamente dai sistemi operativi.
La parte introduttiva del testo si conclude con
”WCAG 1.0. Introduzione, metodi e proprietà”, il
terzo capitolo. Nello specifico, questo capitolo introduce le
WCAG 1.0 analizzandone pregi e difetti, spiegando a chi si rivolgono — con una particolare estensione per il ruolo generale di
Web developer, che viene affrontato in maniera più dettagliata — e come sono formulate nei punti di controllo e nelle relative priorità degli stessi. Da non dimenticare poi una cosa fondamentale: l'autore ci tiene a riassumere brevemente i concetti dello sviluppo accessibile alla base della stesura delle
WCAG. Si parla di due punti inerenti alcuni aspetti dei contenuti che, una volta fatti propri, permetteranno di comprendere in maniera più immediata le scelte alla base di alcune delle raccomandazioni di accessibilità e di eventuali implementazioni per metterli in atto.
Dal
quarto capitolo fino al [/b]diciannovesimo[/b] vengono esaminate, una per capitolo, le quattordici linee guida delle
WCAG 1.0. Senza entrare in inutili dettagli su ogni capitolo, visto che in ognuno vengono trattati con ordine gli argomenti relativi ai punti delle
WCAG 1.0, citiamo solo alcuni tra gli argomenti più interessanti, come la disponibilità di forme equivalenti per contenuti audio o video,
DTD ed elementi di marcatura, l'uso della lingua soprattutto per i
text-reader, la possibilità di accedere a contenuti con cambiamenti temporizzati e ancora tabelle, colori, presenza di informazioni contestuali, semplicità dei documenti, utilizzo di tecnologie e linee guida standard e, soprattutto, progettazione dei contenuti tale da non dipendere assolutamente dal dispositivo. L'unica eccezione riguarda i
tre capitoli che partono dall'undicesimo, in cui viene segmentata la linea guida sull’accessibilità di contenuti con interfacce utente incorporate, come JavaScript (e quindi tutte le tecnologie che lo utilizzano, come AJAX), Flash e infine documenti PDF.
Questo dimostra, quindi, che le
WCAG 1.0 sono il vero cuore di tutto il testo e tengono insieme i vari argomenti. Per non smentire questo, nonostante il testo sia decisamente recente, con il
ventesimo capitolo, intitolato
”Una panoramica sulle WCAG 2.0”, si guarda già avanti nel futuro pensando alle
WCAG 2.0. Diciamo che "futuro" forse è una parola un po' esagerata, dato che il loro primo
draft risale a poco meno di 7 anni fa, ma dato che non si tratta ancora di un riferimento terminato e ufficializzato, esse sono sempre suscettibili di variazioni.
Se finora il tutto poteva essere utile per qualsiasi persona coinvolta nello sviluppo del Web, allora la legge italiana sull'accessibilità, trattata nel
capitolo ventunesimo, illustra la situazione italiana in tema di accessibilità dal 2004. Basandosi sul terzo articolo della
Costituzione Italiana, infatti, è stata promulgata la
legge 4/2004, nota come “legge Stanca”, contenente “Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”, che cerca con ottimi propositi di mettere in atto quando finora detto, basandosi fortemente sulle
WCAG. Vengono poi esaminati i problemi alla base di questa legge ed evidenziati i tentativi di correzione.
Il discorso viene completato dall'
Appendice A,
”Legge Stanca: istruzioni per l'uso”, in cui
Lorenzo Spallino, avvocato amministrativista a Como, cerca di fornire una guida pratica alla messa in atto della legge in oggetto e alla normativa inerente: una sorta di vademecum contenente le risposte a tutti i dubbi di carattere giuridico, che la
Legge Stanca potrebbe sollevare.
Il
ventiduesimo capitolo, l'ultimo, intitolato
”La verifica dell'accessibilità” pone innanzitutto un'interessante differenza da considerare tra accessibilità "teorica" e "reale", esaminando poi i dettagli per la validazione alle
WCAG 1.0 (e, in questo caso, gli strumenti software per farlo), alla
legge Stanca e, infine, alla conformità con le
WCAG 2.0.
Il testo si conclude con l'
Appendice B, a cura di
Giovanni Acerboni, linguista docente presso l'Università degli Studi di Milano specializzato nella comunicazione tecnica. In essa vengono presi in considerazione i testi inerenti siti Web di pubbliche amministrazioni, il modo in cui essi dovrebbero essere redatti e, soprattutto, il modo in cui uno
Screen Reader interagirebbe con loro.
Che cosa dire quindi? Si tratta di un bel
mattoncino che, nonostante la grande quantità di temi trattati e informazioni presenti, viene letto rapidamente grazie ad un linguaggio semplice e immediato. Forse l'impaginazione complica un poco le cose con un font non grandissimo e dei margini di stampa molto ristretti, ma questa scelta non basta a sminuire la grande quantità di materiale interessante, raccolto e presentato in maniera ottimale dall'autore.