Il mese scorso, un famoso blogger esperto di sicurezza informatica ha pubblicato sul proprio sito un post interessante: il brillante
Gerry Eisenhaur scopre, quasi per caso, una falla in
Firefox. La notizia fa il giro della Rete, ma viene accolta, in un primo tempo, con molta superficialità da parte del team
Mozilla.
Eppure gli avvisi e la descrizione di
Eisenhaur erano chiari, fin troppo chiari: sul
suo sito egli ha messo a disposizione un po’ di codice e del testo per provare l'attacco. Appena qualche giorno fa, viene pubblicata la notizia che i programmatori del noto browser sono già all'opera per una patch fortemente richiesta. In termini tecnici si direbbe che il bug è stato riclassificato sotto la categoria
hard risk. Vediamo i dettagli.
Eisenhaur ha scoperto la falla investigando su alcuni add-on disponibili per
Firefox. In particolare si tratta degli add-on che non fanno uso di un file
jar per impacchettare i componenti, ma sfruttano semplici file singoli: tali add-on sono detti
flat. Da qui, attraverso l'installazione di tali file, da un sito opportunamente programmato è possibile far eseguire alla macchina vittima (quella che installa l'add-on
flat) un numero arbitrario di file JavaScript o fogli di stile.
Cosa rischia l'utente? Ciò dipende dall'abilità di chi conduce l'attacco; i file JavaScript possono essere usati per rivelare informazioni preziosissime: dati di sessioni, contenuto di cookie, tutta la cronologia. Partendo da questi dati, l'attaccante può così operare una sorta di profilazione del sistema vittima, con conseguenze pesanti per l'utente: una profilazione del sistema significa scoprire abitudini e, a volte dati sensibili della vittima, ad esempio intercettare applicazioni installate, presenza di determinati file.
Ottenute e studiate con intelligenza, tutte queste informazioni consentono all'attaccante di pianificare altri tipi di attacco, ben più specifici e ad alto tasso di successo. Per dirla francamente, si rischia la perdita del controllo del PC. Proprio in questi giorni,
Firefox ha stilato una
lunga lista di add-on considerati a rischio, e fra questi sono presenti molte
extension popolari. Una prima soluzione per evitare questo tipo di attacco consiste nell'installare
NoScript, una
extension che permette l'esecuzione di codice JavaScript, Java o Flash soltanto per siti reputati
trusted.
Sempre in questi giorni è attesa l'importante patch. In conclusione, è bene ribadire che il browser, di default (cioè senza installazione di add-on), è molto robusto e non rischia quasi nulla. E' necessario prestare attenzione agli add-on che scarichiamo ed installiamo nel nostro sistema. Questa è l'ennesima conferma di come al crescere dell'utenza crescono i problemi di sicurezza. Una legge inesorabile cui
Firefox non è riuscita a sottrarsi.