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Le regole che ogni web designer dovrebbe conoscere (1/3)
Scritto da Francesco Corsentino il 03-03-2008 ore 10:30
Intel Software
Il web design è un'arte e come tale bisogna possederla fin dalla nascita; si può sempre studiare, ma molto del successo di tale lavoro dipende da creatività, fantasia e inventiva (assai difficili da allenare). Lo studio di strumenti, linguaggi e tecniche è, in ogni caso, fondamentale e un sito è un progetto che va realizzato in fasi: prima di iniziare a scrivere qualunque tipo di codice, è bene riflettere sugli obiettivi che il sito deve perseguire.

Quindi bisogna innanzitutto capire cosa si deve progettare, per chi deve essere progettato (conoscere il possibile target di utenza) e in ultimo come deve essere progettato: serve molto parlare con i possibili utenti, interrogarli, cercare di capire quali potrebbero essere i loro gusti o desideri o aspettative. Inoltre è fondamentale, in fase di progetto, non confondere quelle che potrebbero essere idee meramente implementative con i reali obiettivi del sito, differenza sottile ma importante.

Ogni sito ha un traguardo minimo da raggiungere: esso deve essere visitato; ciò significa avere una buona raggiungibilità ottenuta grazie ad una rete di contatti e pubblicità, ad un buon piazzamento sui motori di ricerca, alla conoscenza del possibile marchio o autore o prodotto, cui il sito si riferisce. Ma ciò riguarda aspetti paralleli al web design. Qui ci concentreremo semplicemente sulle tecniche di buona costruzione dei siti.

Quindi, essere visitato significa che un sito deve essere ben costruito, ben disegnato: deve essere bello da vedere e funzionale da navigare, intuitivo nella sua interfaccia, con appropriati link a contenuti e sezioni, piacevole da consultare. Il visitatore deve essere attratto e invogliato a rimanere nel sito e non tentato a scappare via, magari alla ricerca di siti simili.

In merito al design esistono numerosissime tecniche, riferibili alla costruzione del layout, alla programmazione di barre di navigazione, al disegno di immagini e di interfacce. Alla base di tutto ciò stanno sette guideline da tenere sempre in mente, sempre ben presenti in fase di sviluppo e che saranno di seguito analizzate.

1. Keep It Simple: qualunque tipo di sito deve essere costruito in base ad alcuni principi di semplicità, ricollegabili al mero sviluppo del codice, alla navigabilità del sito, alla semplicità con cui esso si presenta al visitatore. Questi - si dice - ricerca l'instant gratification, ossia vuole essere subito soddisfatto sul piano dei contenuti e sul piano della facilità di reperimento delle risorse: quindi titoli diretti, contenuto semplice e leggibile, barre di navigazione accessibili e intuitive.

2. Know your HTML. Spesso accade che siti importanti, relativi a grosse società o prodotti, vengano costruiti mediante strumenti WYSIWYG: il rischio è la produzione di un codice poco ottimizzato, a volte complesso, pasticciato, tutti fattori che inficiano il successo del sito. Viceversa, è fondamentale possedere ottime competenze su quelle che in fondo sono le basi del web design, e quindi ottime conoscenze in materia di (X)HTML e CSS. Gli strumenti prima menzionati devono essere utilizzati per sviluppare in maniera più comoda e veloce, ma non si può pensare di non analizzare il codice finale, per poterlo ottimizzare e adattare alla soluzione ricercata. In definitiva, gli strumenti di editing vanno usati per aumentare la produttività di scrittura del codice e non automatizzarla.
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Intervento di Jacopo Cocchi a.k.a. diobrando del 03-03-2008 ore 18:08, Udine (UD)
Barone
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(229 interventi)
Iscritto il 18-09-2004
Il secondo punto è facile a dirsi, ma assai difficile a farsi.
Per esperienza, in ambiti di progettazione che partono da una complessità già medio-bassa, rinunciare all'automatizzazione che danno gli strumenti WYSIWYG/editor avanzati è praticamente impossibile.

Il guaio più grosso, almeno per quanto mi riguarda e che dovrebbe riguardare chiunque sviluppi sul web, è semmai la mancanza di strumenti che rispettino rigorosamente gli standard in materia.
In questo contesto, realizzare siti che siano pienamente accessibili ed usabili comporta un aumento non indifferente di lavoro, perchè occorre andare a modificare il comportamento proprio degli strumenti di cui sopra, in base a ciò che le linee guida richiedono per validare il proprio codice.
Tutto questo sarebbe importante e doveroso a prescindere (visto emarginare un certo tipo di utenza ricade in problematiche etiche, al di sopra del business) anche per le statistiche su ROI e affini proprio riportate proprio sui siti accessibili e non...ma spiegare i concetti al committente che poi in definitiva sgancia, non è propriamente la cosa + semplice al mondo.
E anche dopo spiegati la risposta è spesso "no grazie"..

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