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I motivi di un redesign (2/2)
Scritto da Francesco Corsentino il 02-04-2008 ore 11:31
Dopo una breve introduzione, nella prima puntata abbiamo introdotto un'attività importantissima, quella che probabilmente più di tutte porta ad un redesign di un sito (o blog, nel nostro esempio), e cioè il refocusing. Di seguito, analizziamo altri tre motivi.

Un'operazione di redesign si rende necessaria quando ci si accorge che il nostro target di utenti è cambiato, o chiede un cambiamento. In questo senso l'esempio del blog è perfetto: esso esiste e vive grazie all'autore, che ne cura i contenuti, ma soprattutto grazie agli utenti che lo visitano e lasciano commenti. Proprio in questi ultimi un autore può trovare del buon materiale da cui trarre importanti dati: quanto i contenuti siano apprezzati, cosa i visitatori si aspettano o vorrebbero leggere, quali strategie adottare per il futuro.

Dai visitatori un web designer si aspetta di ricevere suggerimenti più o meno espliciti per poter adeguare la struttura del blog a tali richieste (visto che le possiamo considerare proprio in questo modo). E' bene dunque interrogare più o meno direttamente i visitatori nel tentativo di carpire quali sono i reali valori di accessibilità e usabilità del sito e dei contenuti percepiti, e quindi adeguarli alle richieste. Se il web designer percepisce ciò, il redesign diventa necessario in quanto people demand it: questo è uno dei motivi che potremmo definire esterno.

Esiste un approccio esattamente a metà strada tra il refocusing e il people demand it, e va sotto il nome di analytics demand it. I siti professionali, ma come si può facilmente osservare anche i piccoli blog, fanno sempre più riferimento a software di analisi del traffico, che monitorano gli spostamenti degli utenti all'interno del sito. L'analisi riesce a trarre statistiche e dati molto interessanti, su cui bisogna ragionare tanto e bene; si va dal semplice conteggio di visite e pagine viste, all'andamento del traffico nei giorni della settimana o addirittura nell'arco di un solo giorno, fino alla caratterizzazione completa del traffico: da dove arrivano i visitatori (siti di lancio, motori di ricerca, ecc.), posizionamento e criteri di ricerca nei search engine e altro ancora.

In genere, in base a questi dati un web designer stila quali sono le migliori scelte per disegnare le barre di navigazione e la prima pagina, e quindi anche eventuali menu per concentrare tutta l'attenzione verso le sezioni e le pagine di maggior interesse. Monitorando costantemente le statistiche, un sito viene ridisegnato spesso per raggiungere una posizione di eccellenza.

Infine, limitandoci al design dei blog personali, non possiamo trascurare un fattore importantissimo, per molti guru del web design, addirittura il più importante: il piacere personale del designer. Per passione o per diletto, si può decidere di variare il proprio design secondo gusti e regole personali, perché non c'è motto più veritiero di quello che recita: "If you really want, then go for it" (se vuoi farlo davvero, allora fallo).
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