Nella prima puntata avevamo introdotto quello che è stato l'esperimento di
Jun Auza, senza dubbi interessante, e avevamo discusso dei
desktop environment e del sistema dei pacchetti delle distribuzioni
Puppy e
DSL.
Continuando nel discorso,
Puppy mette a disposizione dell'utente una
procedura semplice per poter creare una propria minidistribuzione
Puppy, completamente personalizzata nella configurazione e nei pacchetti preinstallati. Una feature che al grande pubblico non è sfuggita e che ha riscosso parecchi consensi. Adesso, proseguiamo con l'analisi di
Jun circa le caratteristiche avanzate delle distribuzioni.
In particolare, esse riguardano la capacità dei minisistemi di riconoscere l'hardware presente sulla macchina che si sta utilizzando. Sia
DSL che
Puppy permettono un uso efficace su quasi tutte le configurazioni hardware, pur mancando di tool di riconoscimento sofisticati. In realtà, proprio l'uso che si dovrebbe fare di questi prodotti impone agli sviluppatori di rendere i sistemi i più leggeri possibili. Da ciò segue il trascurare alcuni aspetti, quali appunto riconoscimento hardware.
Ma non è un male, se si guarda a questa mancanza con gli occhi del guru: per gli utenti più esperti ciò significa che, se si vuole ottenere una perfetta congruenza della minidistribuzione con la macchina in esame, è necessario lavorare sugli script e sui file di configurazione, il che procura solitamente un insolito divertimento. In generale però, ambedue i sistemi si dimostrano abbastanza robusti e stabili e permettono all'utente di lavorare in modo semplice, veloce ed efficace. Se si vuole che il proprio sistema
DSL o
Puppy lavori in modalità avanzata - diciamo così - allora serve mettere mano al parco software installato, prelevandolo dalla Rete e configurandolo a dovere. L'ultimo test vede quindi una situazione di pareggio.
In conclusione, agli occhi attenti e curiosi di
Jun Auza Puppy prevale su
DSL per desktop management, per parco software e per facilità d'uso. In realtà, provando a leggere tra le righe, si nota un certo successo di distribuzioni di questo tipo, che agli inizi dell'esplosione del fenomeno Linux, sembravano destinate ad avere vita breve.