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Greenpeace
Java per i giovani (3/3)
Scritto da Davide Panceri il 25-09-2008 ore 11:06
Il principale punto di passaggio da Greenfoot a strumenti di sviluppo Java più adulti possiamo trovarlo nella funzione inspect, che permette di passare in rassegna i valori dei campi di un oggetto, senza poterli modificare. Scopo della funzione è di mettere alla prova le classi nel corso dello sviluppo, in relazione anche ai rispettivi antenati.

L'interfaccia di esplorazione delle classi mette a disposizione un'ulteriore funzionalità: alcuni valori sono rappresentati da icone a forma di freccia, che un rimandano ad un altro oggetto, il quale può essere a sua volta ispezionato. Con queste informazioni è possibile, anche se non in modo del tutto facile e intuitivo, crearsi una rappresentazione delle relazioni fra classi.

Arrivati a questo punto possiamo pensare di passare all'età della scuola superiore e ad alcuni strumenti di sviluppo più sofisticati, come BlueJ o NetBeans BlueJ Edition. Il primo è un ambiente di sviluppo generico, basato su Java dalla versione 1.4 in poi; molto leggero da installare, comprende un veloce tutorial e alcuni file di esempio. Basta aprire il programma e vederne le caratteristiche per capire su cosa è basato Greenfoot, anche se qui indubbiamente ci troviamo ad un livello più astratto.

Tra le caratteristiche di BlueJ segnalo la possibilità di esplorare gli oggetti ed eseguire metodi interattivamente, di creare graficamente relazioni di ereditarietà, che poi vengono rispecchiate nel codice, così come eventuali modifiche nel codice sono rispecchiate nella rappresentazione grafica delle classi, il tutto in un'interfaccia semplice e intuitiva.

Infine, abbiamo l'edizione BlueJ di NetBeans, un IDE che integra alcuni strumenti di semplificazione per i programmatori principianti; chi arriva da BlueJ può aprire i suoi progetti all'interno di questa edizione di NetBeans, che ha anche una modalità di visualizzazione simile a quella di BlueJ, utile per rendere il passaggio più morbido e graduale.

Seppure con qualche limite, lo sforzo per avvicinare i più giovani alla programmazione Java produce qualche risultato, soprattutto dalla scuola superiore in avanti, e nel passaggio dalle aule di studio alla produzione lavorativa. Un po' inferiore è lo sforzo rivolto ai più piccoli, ma, data la complessità del linguaggio, c'è da aspettarselo, in quanto una riduzione richiederebbe sforzi che non è detto siano direttamente ripagati.
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