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eyeOS, uno sguardo al futuro (2/3)
Scritto da Francesco Corsentino il 07-10-2008 ore 09:24
Dopo aver introdotto il settore dei Web Operating System e gettato uno sguardo d'insieme a eyeOS, in questo articolo cerchiamo di entrare più nei dettagli del suo funzionamento. Per usare eyeOS ci serve un web server. Possiamo tranquillamente predisporre un ambiente locale per il test; viceversa se vogliamo usarlo via Internet dovremo configurare macchina e web server al meglio. Il carico che genererà eyeOS non è così banale.

Questo WebOS richiede perciò una macchina veloce per essere eseguito, mentre l'utente dovrebbe dotarsi di una connessione a banda larga sufficientemente potente. Al momento non sembrano esserci problemi con le varie versioni di browser. Esso si installa in un attimo grazie ad una interfaccia web ben progettata, soprattutto semplice ed essenziale nella fase di configurazione: basterà settare la password di root, i dati che identificano l'host e creare un utente. Come nei sistemi operativi tradizionali, è bene evitare di operare da root e agire come un normale utente.

Terminata l'installazione, al primo accesso ci troveremo di fronte un ambiente desktop gradevole sotto l'aspetto grafico, quindi possiamo iniziare la nostra esplorazione del sistema. Abbiamo la possibilità di usare decine di tool e programmi: si avrà l'impressione di accedere tramite desktop remoto ad un computer collegato in rete. Le prestazioni sono buone e legate essenzialmente alla connessione e alla macchina server, che fa girare eyeOS. Si avrà a disposizione un editor di documenti compatibile con Microsoft Word e OpenOffice.org (eyeVisor), un file manager capace di gestire al meglio file e directory e interagire con il browser dell'utente senza particolari problemi, un sistema per gestire file compressi (eyeZip) e un feed reader veloce e compatto (eyeRSS). Inutile elencare il resto della dotazione software: praticamente sono cloni dei classici tool che troviamo nei tradizionali sistemi operativi.

La chicca di eyeOS è rappresentata sicuramente dal Control Center, che potrebbe essere paragonato per filosofia di progetto a YaST della distribuzione Suse: da qui possiamo controllare ogni aspetto del sistema, attraverso interfacce gradevoli, per nulla pesanti e semplici da usare. I meno esperti in campo Linux apprezzeranno l'assenza di una shell: gli sviluppatori di eyeOS hanno preferito regalare agli utenti interfacce grafiche comode e veloci.

eyeOS è facilmente espandibile: il toolkit è lo strumento principale per sviluppare con eyeOS. Tecnicamente la maggior parte delle applicazioni altro non sono che widget, pertanto, nel momento in cui decidiamo di accedere al nostro WebOS sarà meglio dotarci delle versioni più aggiornate dei browser. I developer, che hanno contribuito alla crescita di eyeOS, assicurano che il sistema di porting è efficace e straordinariamente efficiente, sia dal punto di vista dell'utente finale, che si trova in possesso di un numero di applicazioni che cresce di settimana in settimana, sia dal punto di vista del programmatore, che si trova a fare i conti con delle librerie molto semplici da studiare e usare nei propri progetti. Nel prossimo e ultimo articolo descriveremo i dettagli implementativi.
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