Programmazione.it v6.4
Ciao, per farti riconoscere devi fare il login. Non ti sei ancora iscritto? Che aspetti, registrati adesso!
Info Pubblicità Collabora Autori Sottoscrizioni Preferiti Bozze Scheda personale Privacy Archivio Libri Corsi per principianti Forum
Greenpeace
Ultimi passi nella deduplicazione (1/2)
Scritto da Christian Bencivenni il 05-11-2008 ore 11:43
Intel Parallel Studio XE
Secondo l’articolo di Stephen Lawson, Dell sta spostando il proprio campo di interesse verso la sfera della deduplication. Il concetto non è nuovo anche se la tecnologia lo è almeno relativamente. Già a fine settembre, NetApp aveva annunciato la sua intenzione di utilizzare la deduplication embedded nella tecnologia VMware garantendo un minimo del 50% di spazio di immagazzinamento risparmiato. Ma che cos’è la deduplication e come funziona?

La data deduplication (a volte chiamata anche intelligent compression o single-instance storage) è un metodo per il risparmio dello spazio fisico di immagazzinamento dei dati, ottenuto mediante la riduzione dei dati ridondanti scrivendo i blocchi una sola volta e indicizzando tutti i successivi riferimenti. Ad esempio, in un mail server vi possono essere 100 e-mail con lo stesso allegato da 1 MB, richiedendo quindi 100 MB di spazio di archiviazione. Con la deduplicazione dei dati l’allegato viene salvato una sola volta e facendo riferimento in tutte le altre e-mail a questa singola versione si ottiene un risparmio del 99%.

Secondo l’articolo di Storagemojo, in un mondo di dati non strutturati la deduplicazione dello storage primario è un passo ormai ovvio se non necessario. Uno studio di NetApp ha però portato ad alcuni risultati anomali: solo il 66% dei file immagazzinati viene riaperto; meno dell’1% dei client esegue il 50% delle richieste di accesso ai dati; il file sharing è piuttosto raro e più del 76% dei file è aperto da un singolo client; il file sharing concorrente è molto raro, tanto che solo il 5% dei file è aperto da più di un utente contemporaneamente e nel 90% dei casi si tratta di sola lettura; la maggior parte dei file non ha pattern comuni.
Precedente: Come misurare la realtà virtuale
Successiva: Inserire immagini nei file PDF con iTextSharp (4/4)
Copyright Programmazione.it™ 1999-2013. Alcuni diritti riservati. Testata giornalistica iscritta col n. 569 presso il Tribunale di Milano in data 14/10/2002. Pagina generata in 0.284 secondi.