Alcuni scienziati della University of California di Los Angeles (<a href="http://www.ucla.edu/" target=_blank>UCLA</A>) hanno sviluppato una nuova tecnologia per la realizzazione di schermi e monitor tridimensionali per computer e apparecchi televisivi.
Miguel Garcia Garibay, responsabile dello sviluppo, precisa che il lavoro del team si è basato su concetti simili a quelli utilizzati per la realizzazione dei display a cristalli liquidi diffusi principalmente nel settore mobile. La nuova tecnologia renderà le caratteristiche dei solidi cristallini simili alle sottili pellicole dei cristalli allo stato liquido.
"Anche allo stato solido le molecole saranno in grado di ostruire o deviare la luce che vi passa attraverso" precisa Garcia-Garibay.
"In futuro sarà possibile creare apparecchiature che producono immagini all'interno di un materiale solido". Inoltre, lo scienziato californiano fa notare che la luce che passa attraverso il materiale cristallino è in grado di realizzare virtualmente una figura ad una velocità sorprendente: in presenza di campi mangeto-elettrici, infatti, i cristalli illuminano, oscurano o cambiano colore nell'ordine del miliardesimo di secondo.
È dunque arrivata una tecnologia che porterà significative innovazioni nelle miriadi di applicazioni del 3d imaging? Garcia Garibay ne è convinto, ma invita a pazientare ancora: la ricerca ha portato allo sviluppo di un'idea al 100% realizzabile, tuttavia c'è molto lavoro da fare, tanto più che nel settore la notizia non ha ottenuto l'interesse dovuto. Il team californiano, che dovrà quindi proseguire questa linea di studio senza il supporto di collaboratori esterni, sta lavorando intensamente per portare la tecnologia in commercio entro pochi anni.
"Obiuan Kenobi, sei la nostra unica speranza". E il filmato in 3d scaturito dal mini-proiettore R2D2 (il nome originale del celebre robottino) scompare improvvisamente. Una scena tanto memorabile quanto (al tempo del primo episodio di "Star Wars") fantascientifica, che oggi è quasi realtà. [Iacopo Risi]
News tratta dalla Newsletter N.76 del 7/4/2002.
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