Il limite principale del rapporto uomo-robot, secondo
Chris Jones di
iRobot, consiste nella estrema dipendenza del robot dai comandi impartiti dall’essere umano, caratteristica che lo rende troppo simile a una marionetta, una macchina assolutamente non autonoma che deve essere continuamente controllata.
Un gruppo di scienziati della
Brown University ha sviluppato una tecnologia, che rappresenta un deciso passo in avanti nello sviluppo di dispositivi robotici autonomi. Equipaggiandolo con una telecamera, un dispositivo di rilevamento a infrarossi e un computer portatile, il team ha reso il robot capace di seguire ad una distanza prefissata il cammino di un essere umano anche attraverso percorsi estremamente complessi e con molti elementi di disturbo, e soprattutto di
comprendere dei comandi non verbali, espressi tramite dei semplici gesti.
In un
video, presentato anche alla prestigiosa conferenza
Human Robot Interaction Conference, è possibile vedere il robot interpretare correttamente segnali come “fermati”, “seguimi”, “aspetta” e “usa la porta”. La chiave di questo risultato sta nell’innovativo software che gestisce il riconoscimento visivo:
il dispositivo è in grado di individuare l’essere umano isolando la sua forma, estraendolo, per così dire, dall'ambiente e dagli oggetti circostanti, e proprio per questo è capace di seguirlo e di interpretarne i gesti.
Proprio per questo, secondo
Odest Chadwicke Jenkins, uno dei principali autori del progetto, è possibile affermare in senso proprio che il robot
vede quella persona. Attraverso gli infrarossi, inoltre, la macchina calcola la propria distanza dagli oggetti che lo circondano e soprattutto dall’essere umano che lo sta guidando, ed è quindi capace di mantenere una distanza fissa (al momento di circa tre passi) per poter interpretare i suoi movimenti. In futuro il gruppo di ricercatori spera di poter implementare il riconoscimento di altri comandi non verbali e di aumentare la distanza fra il robot e la persona seguita.