Il supporto fisico del
qbit, unità di informazione alla base della
computazione quantistica, sarà con tutta probabilità lo
spin di un particella, vale a dire il suo momento angolare. Lo
spin di una particella gode infatti di particolari caratteristiche, che derivano dalla sua natura quantica - l’
entanglement e la
sovrapposizione degli effetti - che lo rendono il candidato ideale per questo fondamentale compito.
Tuttavia dal punto di vista tecnico
gestirlo adeguatamente (per poter scrivere e leggere il supporto di memoria) è un compito molto più complesso rispetto alla semplice manipolazione della carica elettrica. Proprio su questo aspetto i fisici della
Ruhr-Universität Bochum hanno
compiuto un importante passo avanti nel lungo cammino verso il calcolatore quantistico, come riportato in un recente articolo pubblicato nella rivista
Nature Physics.
Lo
spin di un singolo elettrone è difficilmente misurabile, quindi gli scienziati del team hanno innanzitutto
raggruppato in un supporto di indio e arsenico un milione di elettroni, creando un cosiddetto
punto quantico.
Successivamente
sono riusciti ad allineare tutti gli spin e a ruotarli in una direzione arbitraria per mezzo di un impulso laser; in seguito la direzione impressa allo
spin è stata correttamente “letta” attraverso un altro impulso laser.
L’esperimento è molto interessante: una volta costruito il supporto non è più necessario lavorare con strumenti a
vuoto alto; e secondo
Andreas Wieck, a capo del progetto,
una volta sigillato, il supporto semiconduttivo è affidabile quanto un normale transistor o chip.