Nell'ambito di un mercato dei device mobili anche
TechCrunch si è un po' fatto prendere la mano. Qualche mese fa, si
parlava di un'idea nata sulla scia del progetto Asus EEEPc, cioè laptop estremamente portatili, leggeri e dai prezzi accessibili. L'idea oggi ha un nome e si chiama
CrunchPad.
Lo sviluppo del prodotto è stato per certi versi sorprendente; dal sito ufficiale il fondatore
Michael Arrington ha stimolato sin da subito la curiosità e l'attenzione dei visitatori, oggi potenziali utenti di questo prodotto. Tramite articoli e sondaggi
Arrington si è fatto guidare dai propri visitatori alla ricerca del giusto design e delle appropriate caratteristiche di quello che è un tablet low cost. Da pochi giorni è possibile leggere del primo prototipo pienamente funzionante.
Il design e le funzionalità sono liberamente ispirati a
Kindle, il gioiellino di
Amazon, con
caratteristiche molto più simili ai tablet. Da questi ultimi
CrunchPad si discosta per limiti operativi, ampiamente superabili nel tempo.
Cominciamo dal design: sul sito ufficiale sono presenti diverse
immagini che ne illustrano a 360 gradi le
caratteristiche estetiche, i cui principali punti di forza sono i
colori e le
forme arrotondate. Molto gradevole all'occhio, il dispositivo risulta pure comodo ed ergonomico, adatto a un uso in stile tablet appunto.
Il case è in alluminio così da assicurare una certa robustezza e al contempo un peso ridotto. Uno
schermo luminoso da 12 pollici di tipo touchscreen permette di accedere a tutte le funzionalità di
CrunchPad. Il
processore è un Intel Atom da 1,6 Ghz che dovrebbe garantire buone prestazioni a fronte di consumi ridotti.
L'idea di fondo è quella di usare
CrunchPad come un giornale elettronico.
Il Wi-Fi assicura buona connettività e consente di accedere in modo veloce e pratico a Internet. Sono presenti tutte le classiche applicazioni che usano la Rete: da Firefox, il browser di default installato, a Skype, per tenersi in contatto con amici e colleghi.
La particolarità è il parco software: la scelta di
Arrington è stata quella di equipaggiare
CrunchPad con una
distribuzione Linux di tipo custom, minimale e leggera, e affidare le funzionalità software a
pochi programmi locali delegando il tutto alle web application e servizi internet. Si lavora insomma costantemente online grazie al
supporto a webkit.
Con ciò
TechCrunch conferma di seguire fedelmente la tendenza dell'ultimo periodo di trasferire online tutta l'attività un tempo espletata in locale. E' in quest'ottica che
Arrington ha scelto di equipaggiare
CrunchPad con un disco di tipo SSD di soli 4GB, non un vera limitazione considerando l'enorme possibilità di accedere a servizi di storage online, ormai diffusi e maturi.
Il prezzo al pubblico dovrebbe aggirarsi intorno ai 300 dollari, in linea con i prezzi dei laptop presenti in commercio.