Un progetto grafico per la gestione dei dati, sviluppato da uno dottorando, promette di cambiare in modo profondo la gestione dei workflow scientifici. Scienziati dell'
Università di Washington (UW) stanno lavorando con
Microsoft External Research per dimostrare come il binomio visualizzazione/gestione del workflow
possa aiutare nella manipolazione, valutazione e interazione con la complessità dei dati scientifici.
Prendiamo, ad esempio, un oceonografo che osserva dati real-time provenienti da sensori, posti sul fondale marino; e supponiamo si verifichi un'eruzione vulcanica, evento di per sé transitorio. Una rapida occhiata ai dati nella rappresentazione delle rilevazioni - tramite istogrammi, grafici a barre o formati simili - indica allo scienziato che qualcosa va storto:
l'unico modo per ripristinare l'integrità dei dati è agire direttamente su qualche parametro.
Per lavorare in maniera più fluida sui dati, il
progetto Trident si propone di fornire una
gestione di tipo visuale dei rilevamenti, tramite un nuovo tool sviluppato da
UW e Microsoft. I primi risultati si sono avuti grazie al lavoro dello studente di dottorato
Keith Grochow, il quale stava analizzando le possibili applicazioni della computer
visualization nell'ambito della
Ocean Observatories Initiative (OOI), conosciuta anche come
Neptune.
Sponsorizzata dalla
National Science Foundation, con un budget di 400 milioni di dollari,
Neptune produrrà una massiva quantità di dati, provenienti da migliaia di sensori posti al largo delle coste statunitensi; per quanto riguarda il ruolo di Microsoft,
Roger Barga - leader del
progetto Trident - sta cercando di estendere l'utilizzo di
Windows Workflow Foundation, con l'intento di
applicarlo all'ambito scientifico, combinandolo con
Microsoft SQL Server 2008 e alla tecnologia per i cluster
Windows HPC.
Da sottolineare che, per la parte visuale, il progetto di
Barga sfrutta gli stessi motori grafici usati nei videogiochi, che hanno raggiunto una potenza finora troppo sottovalutata dalla comunità scientifica, secondo
Grochow.
Per ulteriori approfondimenti, si può vedere un
articolo introduttivo, al quale mi sono riferito, e un
altro più approfondito, dove tra l'altro sono presenti delle affascinanti immagini come quella qui presentata.