L'installazione del programma, che può essere
scaricato e provato per un mese in versione Linux, Mac OS X o Windows, richiede la connessione a Internet per la registrazione dell'utente, oppure l'invio e la validazione del codice di licenza eventualmente acquistato. Una volta avviato, REALbasic propone un
video introduttivo, oppure un tutorial in formato PDF, che suggerisce un'esercitazione pratica, finalizzata alla realizzazione di un semplicissimo browser.
Il PDF ha un promettente titolo,
REALbasic Quickstart, ed è anch'esso
scaricabile dal
sito ufficiale: indirizzato a un livello
base di utenza, spiega come creare un'applicazione molto semplice, ma tutto sommato funzionante in poco tempo e leggendo meno di venti pagine. Per iniziare, viene presentato l'
ambiente di sviluppo, che ha un'interfaccia piuttosto amichevole, con aspetti comuni a quelli di Visual Studio o Visual Basic, e altri più vicini all'interfaccia di XCode. La
main toolbar risalta per le dimensioni simili a quelle della pulsantiera di alcuni browser, mentre la parte principale dell'interfaccia, la finestra di editing, è affiancata dal pannello dei controlli o
Controls pane, e da quello delle proprietà, i cui valori sono sensibili al contesto, più o meno come in Visual Basic e altri IDE di Microsoft.
Mentre i nomi dei
controlli (
CheckBox,
ComboBox,
PushButton, e così via) rimangono in inglese, le categorie in cui si dividono le proprietà (ID, Posizione, Aspetto, Font) sono almeno in parte tradotte in italiano; il tutorial invece è in inglese, anche se sul sito esiste la
traduzione italiana, che peraltro non contiene lo stesso materiale qui segnalato, e ha qualche pagina in più. L'interfaccia mi sembra piuttosto intuitiva e semplice da usare, grazie anche alle
rimembranze di VB 6 e successivi; ad esempio, un controllo può essere posizionato sulla finestra principale tramite doppio clic, oltre che con il trascinamento del mouse.
Il progetto relativo al browser è molto semplice, essendo composto da tre elementi dell'interfaccia: una casella di testo dove inserire l'indirizzo, un
PushButton o pulsante
Go per avviare la visualizzazione del sito, e un componente
HTMLViewer dove le pagine web vengono visualizzate. Il tutorial permette di apprezzare alcune funzionalità di base, ma importanti per la creazione di un'interfaccia coerente e fruibile con soddisfazione da parte dell'utente.
L'IDE funziona secondo le aspettative più comuni, con la collocazione dei componenti che segue il modello della tavolozza, oppure attraverso il doppio clic sul componente da inserire; la collocazione nell'area di editing è facilitata dalla comparsa di apposite guide simili a quelle di XCode/Interface Builder, che aiutano a posizionare in modo il più possibile preciso i componenti in base alle esigenze.
Si possono poi modificare le proprietà dei componenti dopo averli inseriti, cominciando da nomi e
Caption, per rendere più significativi i riferimenti nel codice, e anche questa operazione si può fare in modo facile e intuitivo. Il tutorial spiega come fare in modo che i componenti risultino posizionati in modo coerente e correttamente proporzionati, anche quando vengono modificate le dimensioni della finestra del programma, in particolare intervenendo su proprietà come
LockLeft,
LockRight,
LockTop e
LockBottom nella sezione della finestra proprietà chiamara appunto
Posizione.
Per quanto riguarda la scrittura del codice, devo dire che il
completamento automatico del codice stesso mi pare abbastanza efficace anche se non proprio elegante; si tratta comunque di una funzionalità che in questo caso è utilizzabile solo in minima parte, dal momento che serve soltanto una riga di codice, ovvero
Browser.LoadURL Location.Text, che
ovviamente significa: carica nel componente Browser l'indirizzo presente come testo nella casella di testo chiamata
Location. Tanta semplicità può avere effetti sconcertanti: ad esempio, la presenza di indirizzi non validi nel
TextField non produce messaggi di errore o improvvisi arresti del programma, semplicemente non accade nulla e lo stato del
Browser rimane immutato.
Ecco perché, dopo questo piacevole assaggio, è buona cosa andare a esplorare il materiale di apprendimento che segue questa prima infarinatura, in particolare la
Guida Utente, integrandola magari con la
Language Reference, per imparare tra l'altro come aggiungere ulteriori controlli, inserire i menu, usare il
debugger; ma soprattutto c'è da esplorare la funzionalità che rende REALbasic davvero appetibile, ovvero la possibilità di compilare lo stesso sorgente su tre diverse piattaforme, ottenendo codice eseguibile per Windows, Mac OS X o Linux a partire dagli stessi sorgenti.
Per accedere a questa funzionalità bisogna acquistare la versione Professional oppure REAL Studio, come risulta dal
confronto tra le versioni e dalle
FAQ.