Il
Link Control Protocol (LCP) viene eseguito utilizzando a sua volta una connessione PPP; è evidente quindi che una connessione PPP di base debba essere stabilita per consentire il successivo scambio di informazioni mediante il
protocollo LCP.
L'utilizzo di LCP è stato fondamentale nell'utilizzo del protocollo PPP su linee fisiche con affidabilità non elevata, come le linee telefoniche utilizzate con i modem analogici. Il
protocollo LCP può, opzionalmente, fornire anche servizi di autenticazione dei peer e di determinazione dello stato della connessione.
I
servizi di autenticazione forniti possono utilizzare diversi protocolli, spaziando dal più semplice
Password Authentication Protocol (PAP) – ormai deprecato per la sua caratteristica di inviare la password in chiaro sulla connessione e per questo ritenuto insicuro – al più utilizzato
Challenge-Handshake Autenthication Protocol (CHAP), basato sull'invio di un messaggio di sfida –
challenge message – da parte di un peer, che l'altro peer restituisce codificandolo in base a una password segreta, nota a entrambi i nodi della connessione, che non viene mai fatta transitare sulla rete, ripetendo tale processo, dopo lo stabilimento della connessione iniziale, a intervalli di tempo casuali.
Un altro protocollo di autenticazione molto utilizzato, anche se ormai si parla di un
framework di autenticazione, è l'
Extensible Authentication Protocol (EAP), diffuso soprattutto nelle
reti wireless.
Alcuni apparati di rete consentono di realizzare anche
connessioni PPP Multilink: in pratica vengono stabilite più connessioni PPP fra due nodi, consentendo di adottare delle politiche di bilanciamento del carico e di suddivisione del traffico attraverso diverse connessioni.
Per completezza, occorre citare anche l'intervento, all'interno del protocollo PPP, del
Network Control Protocol (NCP), utilizzato per la negoziazione delle informazioni di collegamento a livello rete fra i peer.
Per analizzare il funzionamento del protocollo PPP occorre introdurre alcune definizioni. Il
datagram è l'unità di trasmissione nel livello rete, incapsulato in uno o più
packet a livello
datalink; il
frame è l'unità di trasmissione nel livello
datalink, che può contenere un
header e/o un
trailer (a chiusura del frame); il
packet è l'unità di base dell'incapsulamento, passata dal livello rete al livello
datalink; vi è una corrispondenza uno a uno fra i
packet e i frame, fatta eccezione per i casi di frammentazione del livello
datalink (che suddivide un
packet in più frame) o di composizione di più
packet in un unico frame.
Per utilizzare i
datagram relativi a più protocolli, come anticipato, viene utilizzato l'incapsulamento, ossia a ogni frame viene associato un
header – di 1 o 2 ottetti – contenente l'identificativo del protocollo utilizzato, seguito dalle informazioni vere e proprie, contenenti eventualmente dei byte vuoti alla fine, per raggiungere determinate dimensioni del frame. Tali dimensioni, esclusi i byte per la determinazione del protocollo, sono conosciute come
MRU (Maximum Receive Unit), impostate di default a 1500 ottetti.