Oggigiorno la stragrande maggioranza dei PC con Windows nelle sue varie versioni possiede quantità enormi di RAM, tipicamente dai 2 GB in su. E' opinione comune che maggiore è la quantità di RAM installata, e migliori sono le prestazioni — sopratutto in termini di velocità — del PC, ma ciò non è sempre vero.
Dopo vari anni di onorato servizio, in attesa di sostituire la motherboard del mio PC con una più moderna e potente, in previsone della futura installazion di Windows 7, mi sono deciso nel frattempo ad aumentare la RAM disponibile, dagli originari 512 MB a 1,5 GB. Può sembrare incredibile che abbia utilizzato Windows XP con solo 512 MB di RAM, ma in realtà non ho mai avuto grossi problemi di prestazioni, in quanto il PC, adeguatamente mantenuto e controllato, ha sempre avuto prestazioni più che onorevoli.
Ultimamente però, a causa dell'utilizzo intensivo di applicazioni CAD per motivi professionali, i 512 MB sono risultati scarsi, a causa dell'eccessivo numero di accessi alla memoria virtuale su disco (il cosiddetto
pagefile).
Ho così provveduto a installare 1 GB di RAM supplementare, aspettandomi che una volta riavviato il PC, tutto fosse in regola, e Windows risultasse più veloce. In realtà le cose non sono filate lisce: innanzitutto il tempo occorrente a effettuare il boot, il login e mostrare il desktop è passato da pochi secondi — prima che installassi la RAM supplementare — a quasi 1 minuto.
Come se non bastasse, ho notato un'attività di accessi al disco abnorme, e a volte effettuando lo shutdown Windows rimaneva "congelato", costringendomi dopo un paio di minuti di attesa a riavviarlo forzatamente. A questo punto logicamente ho iniziato a investigare, poiché mai prima d'ora il mio PC aveva avuto comportamenti così inusuali, scoprendo diversi aspetti tecnici di Windows che prima d'ora non avevo mai avuto occasione di approfondire.
Per prima cosa, ovviamente, con alcuni test ho escluso che si trattasse di un difetto nella RAM acquistata e installata. Fatto ciò, mi sono concentrato sul motivo dell'esasperante lentezza nell'effettuare il boot. Varie ricerche su Internet e alcuni test, mi hanno portato a concentrare la mia attenzione sul
Pagefile (o file di
swap) di Windows.
Esso era inizialmente di dimensioni abbastanza generose — poco più di 1,2 GB — perché giustamente prima avevo poca RAM disponibile. Il colpevole era proprio questo file: Windows, ritrovandosi con una quantità di RAM 3 volte superiore a quella usuale aveva iniziato, diciamo così, a "fare pulizia" nel
pagefile, eliminando i blocchi di memoria che ora poteva tranquillamente stoccare nella RAM.
Peccato che questo processo è di una lentezza esasperante e non vi è nessuna segnalazione o messaggio di processo che lo indichi. Oltretutto, in background vi è anche in funzione il deframmentatore del disco (per la precisione Diskeeper), e ciò ha contribuito ulteriormente a rallentare e strozzare il PC, rendendolo praticamente congelato, senza nemmeno rispondere alla sequenza classica "Ctrl-ALt-Del".
Nelle prossime puntate vedremo come ho risolto passo passo i vari problemi, riportando il PC in perfetta efficienza.