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La TV digitale terrestre: principi basilari della TV analogica (2/2)
Scritto da Massimo Mazza il 19-06-2012 ore 15:29
Come ben sappiamo, la TV analogica ha sempre avuto come sua prerogativa quella di essere molto suscettibile a disturbi e interferenze di tutti i tipi: effetto neve, immagini fantasma di emittenti sovrapposte, perdite di sincronizzazione, segnali evanescenti a seconda delle condizioni atmosferiche.

Come se non bastasse, l'avvento della TV a colori ha segnato sì una svolta epocale, ma è stato un "adattamento" allo standard inizialmente previsto per il bianco e nero. Difatti, quando gli standard di trasmissione vennero codificati, la trasmissione di immagini a colori non era neppure lontanamente prevista, in quanto era già tanto per quell'epoca — si parla dei primi anni '40 — riuscire a trasmettere decentemente i segnali video in B/N e l'audio monofonico.

Gli standard NTSC, PAL e SECAM sono tutte soluzioni concepite per rientrare nei limiti di banda disponibili per ciascun canale televisivo, trasmettere con una resa decente immagini a colori e al tempo stesso garantire ai possessori di vecchie TV in B/N di poter visualizzare ugualmente i programmi TV a colori: soluzioni brillanti, ma che dovettero scendere a compromessi con la qualità video.

La TV digitale, per contrasto, è stata invece concepita e sviluppata da zero (ground-up), tenendo conto già in partenza di tutti i possibili requisiti: bianco e nero (B/W), colori, audio, possibilità di trasmettere le immagini in modalità interallacciata — ogni quadro viene visualizzato mostrando prima il frame contenente le righe pari e successivamente il frame contenente le righe dispari — o progressiva — ogni quadro viene formato visualizzando in progressione sullo schermo le righe in sequenza lineare — possibilità di trasmettere dati supplementari, come menu interattivi, televideo e altro.

Inoltre, essendo il segnale della TV digitale costituito essenzialmente da una sequenza (stream) di bit di dati (come analogia si pensi alla musica registrata su un CD) il telespettatore potrà o meno godere delle immagini video.

La TV digitale è concepita appositamente per eliminare perdite o riflessioni del segnale, sfruttando opportune tecniche di codifica e correzione degli errori sugli stream di bit. Se però il segnale si degrada oltre una certa misura, sulla TV di casa semplicemente l'immagine svanisce del tutto, e ciò non è una peculiarità esclusiva della TV digitale terrestre: i principi di funzionamento e le tecniche di codifica sono esattamente gli stessi delle trasmissioni satellitari: il segnale radio del digitale terrestre viene irradiato dai normali ripetitori TV già esistenti, ma non ha nessuna differenza sostanziale rispetto ai segnali ricevuti dalle classiche parabole TV.

A questo punto si inizia già a capire quale enorme differenza vi sia tra i sistemi analogici e quelli digitali, e perché si inizi a notare la mancanza di personale tecnico qualificato in grado di controllare tutte le variabili in gioco in un sistema televisivo siffatto.
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Intervento di Cesare Di Mauro a.k.a. cdimauro del 22-09-2010 ore 12:13, San gregorio di catania (CT)
Marchese
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Iscritto il 22-05-2008
In tutta onestà, preferivo l'analogico: almeno qualcosa si riusciva a vedere e a sentire in condizioni di segnale pietoso.

Poi col digitale giocano al risparmio sulla banda, e certi canali (per lo più per bambini) mostrano dei vistosissimi artefatti visivi quando c'è anche un po' di movimento.
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