Mediante le API, denominate
Web Workers, è possibile scrivere codice JavaScript che viene eseguito in background, ovvero in un thread separato di esecuzione, e che non interferisce con l’esecuzione di altri script, che eventualmente girano nella pagina web da cui ha avuto origine.
Ciò implica, che se stiamo eseguendo uno script in background, l’interfaccia utente del browser e della pagina web non viene bloccata, ma rimane perfettamente utilizzabile. Pertanto, grazie a queste API, oggi, possiamo sviluppare applicazioni che richiedono complessi algoritmi computazionali, utilizzando il paradigma del multithreading: si pensi, a programmi per la manipolazione di immagini, che utilizzano effetti di
Gaussian blur,
sharpening,
embossing, ecc. oppure a programmi che elaborano scene in spazi tridimensionali.
Ovviamente, per scrivere applicazioni dispendiose dal punto di vista computazionale, non è solo sufficiente avere a disposizione delle API per il multithreading, ma occorre anche avere degli interpreti JavaScript progettati in modo efficiente e performante. Da questo punto di vista, fortunatamente, gli implementatori dei moderni browser sono seriamente impegnati a fornire i loro browser di potenti motori JavaScript, quali ad esempio
V8 di Chrome,
JägerMonkey di Firefox 4,
Nitro di Safari e
Carakan di Opera.
Prima di analizzare in dettaglio le API dei
Web Workers, e studiare come utilizzare la programmazione concorrente in JavaScript, facciamo una breve digressione teorica sui concetti di processo e thread. Un
processo è definibile come un ambiente di esecuzione al cui interno gira il programma che l’ha creato. Esso è, pertanto, un’unità di elaborazione, indipendente dagli altri processi, con il suo spazio di memoria, il suo codice di esecuzione e i suoi riferimenti a risorse di sistema eventualmente per esso allocate.
Un
thread è, invece, definibile come un’unità di elaborazione cui può essere diviso un processo. Esso risiede al suo interno, dove condivide con eventuali altri thread, le risorse, la memoria e le informazioni sullo stato del processo medesimo. Possiamo, dunque, immaginare in modo “figurativo”, il processo come una sorta di “fune” e i thread come i singoli “fili” che lo avvolgono.
Nella prossima puntata, vedremo come si utilizzano i
worker creando una semplice applicazione che esegue il “complesso” algoritmo di processare una stringa, dove per ogni suo carattere ne crea un altro applicando un fattore di casualità. Ovviamente, il programma ha solo lo scopo di dimostrare i passi da eseguire per utilizzare il multithreading e può fungere da
template per progettare applicazioni che realmente hanno la necessità di eseguire script in modo concorrente.
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