Concludiamo la disamina dei
Web Worker evidenziando che gli
statement JavaScript, scritti all’interno di un worker, non possono utilizzare l’oggetto
window e di conseguenza il suo riferimento all’oggetto
document, con le relative API per la manipolazione e gestione del
DOM (Document Object Model).
Al contempo, il worker ha un suo
scope (ambito di risoluzione globale) che differisce da quello della pagina web, e pertanto il riferimento
this non farà mai riferimento all’oggetto
window, bensì all’oggetto worker stesso. Tramite il “suo”
this potremo, pertanto, accedere solo ai seguenti elementi: l’oggetto
self; la funzione di tipo costruttore
XMLHttpRequest; l’oggetto
navigator con le proprietà
appName,
appVersion,
userAgent,
platform; le funzioni di tipo costruttore stabilite nello standard
ECMAScript (come
Array,
String,
Date,
RegExp,
Object ecc.); l’oggetto
location (uguale all’oggetto
window.location) in sola lettura; la funzione
setTimeout; la funzione
setInterval e la funzione
importScripts.
Quest’ultima consente di importare, all’interno del contesto del worker e in modo sincrono, dei file JavaScript. Così, ad esempio, la seguente invocazione importerà i file
check.js e
execute.js nel corrente worker:
importScripts("check.js", "execute.js");
L’argomento passato alla funzione
postMessage può contenere un valore di qualsiasi tipo (
Object,
Array,
primitivo ecc.). In caso di passaggio di un tipo oggetto, esso può essere utilizzato dalla pagina web e dal worker come se lo condividessero, pur avendo contesti di esecuzione differenti, e ciò grazie al fatto che tale oggetto viene serializzato e deserializzato automaticamente.
Inoltre, un worker può essere terminato programmaticamente dalla pagina web invocando la funzione
terminate, e nell’ambito del worker invocando la funzione
close. E’ importante sottolineare che dopo la terminazione, o chiusura, il worker non esisterà più e pertanto, se vorremo riutilizzarlo, dovremo crearlo nuovamente non essendo disponibile una funzione di
restart. Da un worker è anche possibile creare altri worker per l’esecuzione di specifiche computazioni dividendo, di fatto, il lavoro in più
subworker.
Infine, annotiamo che nell’ambito della specifica dei
Web Worker esistono anche i cosiddetti
Shared worker (
worker condivisi), creati con la funzione di tipo costruttore
window.SharedWorker. Essi, in breve, permettono a più documenti di accedere allo stesso worker e a quest’ultimo di servire più documenti. Tuttavia, gli unici browser che al momento li supportano sono Chrome e Opera.
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