Gabor Melis, recente vincitore del
Google AI Challenge, spezza una lancia a favore del linguaggio Lisp, dichiarando che esso non è affatto morto, ma riserva ancora piacevoli soddisfazioni per gli appassionati o chiunque lo utilizzi. L'autore, già vincitore di una medaglia d'oro in occasione delle
Computer Games Olympiad del 2003, 2004 e 2006, ha vinto con l'applicazione
bocsimacko, che era una delle 33 presentate in Lisp. Un po' poche, se pensiamo che vi erano ben 4600 partecipanti al concorso, provenienti da 112 paesi.
Molti dei partecipanti al concorso e di coloro che hanno seguito da vicino
bocsimacko, hanno piacevolmente commentato quanto visto e si sono anche dimostrati molto interessati ad approfondire la conoscenza di un linguaggio che ormai vanta quasi 50 anni di consolidata tradizione. Gabor Melis ha un'esperienza di più di sei anni di
programmazione in Lisp presso l'azienda
Franc Inc.
In un'intervista rilasciata al
sito ZDNet.com, il vincitore di questo concorso Google ha descritto come la pensa sull'attuale impiego di questo linguaggio. In particolare Lisp sembrerebbe ancora un ottimo strumento per la
creazione di algoritmi nell'ambito delle applicazioni a supporto degli sviluppi applicativi dell'intelligenza artificiale. Melis ha inoltre dichiarato che, se confrontato ad esempio con il linguaggio Java, che lui stesso ha utilizzato in passato, Lisp si dimostra molto
meno noioso; senza contare la
maggiore velocità di sviluppo e di esecuzione delle applicazioni.
Egli sottolinea però che, se i suoi utilizzatori si stanno fortemente riducendo, il motivo è anche da ricondurre alla
complessa sintassi, che spesso scoraggia chi si avventura nel suo apprendimento. Per chiunque voglia dilettarsi nell'analisi del codice,
bocsimacko è disponibile per il
download.