Nel precedente
articolo, si è visto, in generale, il meccanismo di comunicazione usato dall'interfaccia UART, disponibile nella maggior parte dei recenti microcontrollori.
Ovviamente, in passato, il protocollo che più di consueto veniva usato per la trasmissione dati era quello basato sullo
standard RS232 e che utilizzava le tanto famose porte seriali presenti nella maggior parte dei vecchi computer; in realtà, questo protocollo è ancora utilizzato in qualche progetto di elettronica, soprattutto se si lavora con vecchi dispositivi predisposti unicamente per questo tipo di comunicazione. Ovviamente, la perdita di qualità del segnale col relativo problema della compensazione e l'alto voltaggio di funzionamento con ampiezza di 24 Volt lo rendono abbastanza inadatto d essere impiegato per i moderni circuiti, che richiedono prestazioni elevate e bassi livelli di rumore.
L'implementazione del
protocollo risiede nell'utilizzo di un integrato della famiglia
MAX232 e sull'utilizzo di un connettore
DB9. Lo schema di collegamento è abbastanza semplice ed è spiegato nel datasheet dell'IC.
Nel 1997, è stato introdotto lo standard
EIA232F, che differisce da RS232 per il fatto che ha una dinamica di funzionamento da 0 V a 5 V, sicuramente più facilmente gestibile dei 12 V del vecchio sistema. Il circuito non è più basato sull'integrato visto in precedenza e diventa più semplice: si utilizza uno
shifter RS232, che traduce i segnali trasmessi dal computer o dal microcontrollore, invertendoli e amplificandoli secondo il formato
EIA232F.
Attualmente, si preferisce orientarsi verso l'utilizzo dello standard di comunicazione seriale USB,
ampiamente descritto da Luca Domenichini, sicuramente molto più veloce e performante di qualsiasi altro sistema tradizionale; le sue caratteristiche lo rendono il protocollo correntemente più diffuso per l'interfacciamento tra dispositivi hardware con microcontrollori UART. A seconda della modalità di comunicazione scelta, occorre far uso di un
adattatore, che consenta di far dialogare correttamente i due dispositivi, occupandosi di effettuare le giuste traduzioni del segnale in ricezione e trasmissione.