Quest'anno il Natale coincide con il decimo anniversario della scomparsa di
Willard Van Orman Quine,
logico di scuola analitica noto per i suoi rilevanti contributi alla teoria del significato, o magari per aver messo in crisi alcune certezze proprio in questo campo, dando risposte piuttosto oscure a problemi fondamentali, che si pensavano tranquillamente risolti e invece non lo erano; basti pensare al rifiuto dei significati o alla critica della distinzione tra analitico e sintetico, posizioni che tendono ad annullare la distinzione tra (presunte) verità universali e nozioni derivate dall'esperienza.
Dal cognome di questo personaggio deriva qualcosa che si potrebbe considerare quasi una figura retorica della programmazione, descritta in dettaglio da
David Madore in un lungo
articolo che si conclude con alcuni riferimenti, a loro volta utili e magari più brevi, come ad esempio una
Quine page nella quale si trovano esempi semplici e rimandi a diversi linguaggi.
Altra fonte interessante di informazioni e approfondimenti è costutuita da
Willard Van Orman Quine home page by Douglas Boynton Quine: scorrendo pazientemente la lunga videata di questa pagina diciamo familiare, si arriva alla citazione della voce
quine dal
New Hacker's Dictionary, che fornisce la
soluzione del quesito in Lisp/Scheme e, a quanto sembra, anche in C.
Chi volesse seguire pazientemente tutto il ragionamento svolto nell'
articolo di
Madore avrà poi tempo di riflettere sulle implicazioni e complicazioni del problema, che probabilmente dividerà i potenziali solutori in due correnti opposte, ovvero entusiasti e ipercritici, un po' come il
libro da cui prende le mosse tutta la faccenda.