Viviamo in un’epoca — scrive
Addy Osmani in un suo
post —
nella quale la performance e la velocità di caricamento di una pagina sono costantemente sotto esame, ecco perché, a suo parere, non possiamo sempre dare per scontato l’uso di librerie come
jQuery, che potrebbero farci pagare la loro potenza per lo meno con un discreto carico di KB da scaricare.
E se non avessimo bisogno di tutte le funzionalità offerte da una blasonata libreria? Non sarebbe più conveniente costruire un framework, o meglio un
micro framework, con tutte e sole le funzionalità necessarie al nostro progetto?
Microjs ed
Ender sono due strumenti che potrebbero rispondere a questa esigenza. Oltre al minore carico di dati da scaricare, l'adozione di queste tecniche comporterebbe, secondo Osmani, altri
vantaggi, come a modularità e una maggiore semplicità d’uso.
Tuttavia le librerie posso vantare, tendenzialmente, una migliore compatibilità
cross-browser e una comunità di sviluppo più numerosa e affidabile. E sempre le librerie possono sostenersi su ben strutturati
sistemi di bug tracking. Non bisogna inoltre dimenticare che alcune librerie come
YUI già consentono una certa modularità, come avevamo ricordato in un
altro contributo.
Le conclusioni? I
vantaggi dei micro framework modulari sono sensibili, ma solo se siamo disponibili a mettere a rischio la compatibilità e soprattutto se abbiamo delineato molto chiaramente i fini e i limiti dell’applicazione che stiamo costruendo. Diversamente potremo ritrovarci con una
soluzione più instabile, meno documentata, e che magari nel tempo è cresciuta fino a eguagliare il carico di dati e di elaborazione di una libreria standard.