Programmazione.it v6.4
Ciao, per farti riconoscere devi fare il login. Non ti sei ancora iscritto? Che aspetti, registrati adesso!
Info Pubblicità Collabora Autori Sottoscrizioni Preferiti Bozze Scheda personale Privacy Archivio Libri Corsi per principianti Forum
L'idea di Canonical per automatizzare il porting di Ubuntu sotto ARM
Scritto da Alessandro Rusani il 21-06-2011 ore 09:00
Il mercato dei dispositivi portatili è in grande ascesa e, come già sappiamo, i processori maggiormente utilizzati in questo ambiente sono quelli con architettura ARM.

Canonical, nota per la realizzazione di una delle più note e apprezzate distribuzioni Linux, Ubuntu, per non rimanere fuori da questo mercato ha pianificato la realizzazione del porting dell'intera distribuzione sotto architettura ARM. Il progetto è stato affidato a David Mandalla, il quale ha il non facile compito di ricompilare circa 20.000 pacchetti per la nuova piattaforma in un ragionevole lasso di tempo.

Mandalla, per il completamento del lavoro ha scelto di utilizzare la ricompilazione in un ambiente nativo, invece della più dispendiosa cross-compilazione. Per affrontare questo compito arduo, assieme al suo team, ha realizzato un server, che incorpora al suo interno 20 piattaforme ARM indipendenti, che possono eseguire la compilazione di pacchetti contemporaneamente.

Nel dettaglio, il server è composto da 21 schede Pandaboards — di cui abbiamo già parlato — in cui ogni singolo dispositivo è dotato di un processore OMAP4430 Cortex-A9 dual-core, 1 GB di memoria DDR2 a basso consumo, slot SD/MMC, e completo di tutte le opzioni di connettività.

5855484725_4eb9254263.jpg

Una delle 21 schede è dedicata al controllo dell'intera server farm: quando si deve realizzare e testare un pacchetto della distribuzione, viene inviata una chiamata alla scheda principale, che esegue una ricerca di quale delle 20 board disponibili è libera per soddisfare la richiesta. Una volta individuata, tramite un banco di relè, si comanda il riavvio della scheda e successivamente la formattazione del suo disco rigido.

Una volta completata la formattazione ed eseguito il riavvio tramite il controller PXE, si ha a disposizione una scheda con sistema operativo fresco di installazione, sistema che contribuisce a garantire la sicurezza e stabilità dei pacchetti in costruzione sul server.

Oltre le 21 PandaBoards, il sistema hardware è completato con: 20 HD USB da 300 GB SATA2, un alimentatore da 200 A 5 V, un alimentatore da 100 A 12 V, 24 relè seriali montati su PCB in array di 8, e 21 porte Ethernet CAT5.

Per maggiori informazioni si può consultare il blog di Mandalla, in cui sono riportate anche le informazioni riguardanti l'assemblaggio e la configurazione dei dispositivi.
Precedente: Importare i contatti Gmail in una webapp esterna
Successiva: Un nuovo membro nella Linux Foundation e un'alternativa open source a Hadoop
Copyright Programmazione.it™ 1999-2013. Alcuni diritti riservati. Testata giornalistica iscritta col n. 569 presso il Tribunale di Milano in data 14/10/2002. Pagina generata in 0.267 secondi.