Con gli ultimi sviluppi del Web 2.0 sono sempre più numerose le applicazioni che lasciano il desktop per trasferirsi sulla nuvola; tra queste non mancano quelle collegate ai linguaggi di programmazione, che ancora non cancellano l'industria degli IDE pesanti, costosi e talvolta proprietari, ma in alcuni casi possono servire nell'attività pratica e come mezzi di apprendimento.
PyCloud, per esempio, è un ambiente di sviluppo per Python, che si presenta integrando
nove lezioni relative all'uso dell'ambiente più che all'apprendimento del linguaggio; si parte col tradizionale
"Hello World!" per poi passare alla
serie di Fibonacci, a una piccola
applicazione grafica, alla gestione dell'input, a un semplicissimo esempio di errore.
Andando avanti, si viene invitati a spegnere la connessione per verificare che il programma funzioni anche offline, e poi si finisce per completare alcuni esercizi da proporre eventualmente all'interno di tutorial di livello base, con
correzione contestuale degli errori di progettazione. La nona lezione in sostanza è vuota e invita semplicemente a esplorare le potenzialità del programma,
Nel complesso mi sembra che questo genere di proposte abbiano una utilità al momento ancora limitata, come si nota in questo caso, ad esempio, dalla estrema semplicità dell'interfaccia, con pochi menu e limitate possibilità di utilizzo. D'altra parte, è molto comodo avere un IDE sempre a portata di mano e decisamente multipiattaforma, e dunque non vanno trascurate le possibilità di uso, soprattutto sperimentale o didattico, della piattaforma.