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Quarant'anni di Intel 4004
Scritto da Davide Panceri il 10-11-2011 ore 10:35
Sfogliando la cronologia che si definisce al tempo stesso evolutiva e rivoluzionaria e mostra la sucessione di processori Intel negli ultimi decenni, salta all'occhio l'avvicinarsi di una ricorrenza rotonda, chiaramente per chi conta in decimale e non in binario. Si tratta della comparsa di quello che viene definito il primo dei processori programmabili, numerato 4040, e pubblicizzato a partire dal 15 novembre 1971.

Il progetto nasce da una richiesta di due anni prima: nel 1969, Nippon Calculating Machine Corporation, in seguito Busicom, chiede a Intel di realizzare una dozzina di componenti elettronici per la sua linea Busicom 141-PF, e gli ingegneri Intel pensano di ridursi un po' il lavoro limitandosi a progettare una famiglia di quattro chip, uno dei quali programmabile per l'utilizzo in diverse tipologie di prodotti. Un'altra versione della stessa storia narra che l'idea dei processori versatili è stata dei giapponesi, che la danno da realizzare a Intel.

Effettivamente, i dettagli che riguardano la storia di questo processore non sono del tutto noti, e ci sono alcuni aspetti che sono rimasti un po' in ombra, in parte per un motivo commerciale: Federico Faggin lavora al progetto, ma poco tempo dopo, nel 1974, decide di uscire da Intel per fondare un'azienda concorrente di non poco conto, Zilog. A questo punto Intel non ha molto interesse a esaltare le capacità del concorrente, ed è quasi ovvio che gran parte del merito di questa innovazione ricada su un interno dell'azienda, Ted Hoff, il quale a sua volta lascerà Intel qualche anno dopo.

Per approfondire la conoscenza di questi e altri dettagli, oltre al museo online di Intel, chiaramente non neutrale, esistono svariate fonti, peraltro non tutte concordi, come ad esempio un sito dal nome piuttosto significativo, The Intel 4004 Home, nel quale si trovano tra l'altro l'immagine della firma dell'autore sul processore stesso, e qualche cenno ad altri argomenti e personaggi di questa storia, come Masatoshi Shima, che era responsabile del progetto per la committenza, ovvero [url="" t=_blank]Busicom[/url]; curiosamente l'azienda giapponese finisce per fallire nel 1974, strano modo per salutare l'avvio di una rivoluzione che invece farà molta strada.

Un ultimo riferimento, decisamente più tecnico, si trova in pagetable.com, all'interno di una serie dedicata all'evoluzione dell'Assembly. Il sottotitolo della prima parte recita lo strano caso dell'Intel 4040, ed effettivamente le stranezze saltano all'occhio: a quanto pare, questo processore non prevede l'accesso alla RAM, se non in modo indiretto passando per un bus indirizzi, utilizzando un'istruzione dal nome un po' ambiguo, cioè SRC, acronimo di send register control. L'argomento comunque è approfondito e anche illustrato, una vera chicca per appassionati che poi fa i dovuti raffronti con le architetture 8008, 8085 e x86.
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