Da tempo si parla di database NoSQL in generale e di
Redis in particolare, caratterizzato da aspetti peculiari, come il mantenimento in memoria di tutti i dati, con conseguenze facilmente immaginabili sulle prestazioni, e da una serie di operazioni assai diverse da quelle alternative al modello tradizionale, basato appunto sull'approccio relazionale e sul linguaggio SQL.
Naturalmente è possibile, per chi necessita di
maggiori informazioni sull'argomento, consultare il sito del
progetto, che pare sia uscito dall'orbita di
Google Code, oppure anche il
blog del girgentino
Antirez, e in particolare il post riguardante i
progetti a breve termine. Le prove sul campo poi si possono fare anche con Windows, previo
download dei
binari relativi a questa piattaforma.
Siccome abbiamo quasi esaurito i preziosi minuti a disposizione, aggiungo poche altre informazioni, partendo da un'opinione abbastanza diffusa secondo la quale non occorre moltissimo tempo per capire come funziona
Redis e magari iniziare rapidamente a usarlo, se non in produzione, almeno nel tempo libero. Ecco dunque un
articolo in due parti dal titolo autoesplicativo: "
Redis: Zero to Master in 30 minutes": una volta segnalato, cos'altro aggiungere?
La
prima parte in effetti si legge in una ventina di minuti, e chiarifica i fondamenti di questo
data structure engine, precisandone i fondamenti e alcuni dettagli anche se con qualche ombra. Se questa prima parte ha un difetto, probabilmente è la ridotta portata delle attività pratiche proposte. L'impressione, per quanto mi riguarda, non cambia molto anche leggendo la seconda parte, che peraltro si conclude con la frase
c'è ancora da imparare; per questo, se l'introduzione qui esaminata o altre motivazioni dovessero spingere a una ricerca di materiale più pratico, ecco il
tutorial interattivo e la pagina della
documentazione, con la relativa
fifteen minute introduction, un ulteriore e pratico risparmio di tempo rispetto all'investimento iniziale.