Nella
penultima puntata si era visto come il segnale proveniente dalla scheda audio e visualizzato su un oscilloscopio esterno, benché migliore rispetto a quello acquisito e visualizzato da VA, mostrava comunuqe dei piccoli difetti, sotto forma di
rumore (
noise) e
disturbi impulsivi (
spikes).
Tali disturbi sono dovuti ai segnali digitali ad alta frequenza, presenti in qualsiasi PC, che si propagano attraverso i vari collegamenti e che possono venire irradiati al pari di una comune onda radio. Essi possono venire captati, specialmente nel caso di PC di bassa qualità, privi di una adeguata schermatura, anche da apparati radio posti nelle vicinanze, oppure da strumenti particolarmente sensibili; inoltre possono interferire con altre schede o segnali presenti nel PC stesso.
E' questo esattamente ciò che capita nel caso delle schede audio, che sono composte da una sezione digitale e da una analogica. I segnali presenti nei vari jack di ingresso/uscita sono per loro natura analogici, ma in determinate condizioni possono venire disturbati, "sporcati", dai segnali digitali ad elevata frequenza che si irradiano all'interno del PC.
Uno strumento particolarmente sensibile può evidenziare tali disturbi, come appunto nelle immagini mostrate, anche se in realtà non causano (entro certi limiti, beninteso) nessun disturbo udibile. Diverso è invece il caso dei sistemi di acquisizione e visualizzazione dati, come appunto VA: essi campionano e acquisiscono i segnali così come vengono loro presentati, disturbi inclusi.
La
soluzione ovvia, in tali casi, è quella di spostare la sezione che converte i segnali da analogico a digitale all'esterno del PC, lontano dalle sorgenti di disturbo, esattamente come il
kit di Nuova Elettronica, nel quale i segnali vengono acquisiti ed elaborati all'interno di un
box ben schermato, e successivamente, via USB, inviati già digitalizzati al PC.
Tale soluzione è quella adottata da tutti i sistemi di acquisizione dati per PC oltre che dalle schede audio semiprofessionali o professionali, in cui la sezione analogica è spostata in un
minirack esterno dotato di tutti i jack necessari (spesso anche dieci o più, a volte anche di tipo coassiale) e il segnale digitalizzato è inviato alla scheda inserita entro il PC, garantendo in tal modo una ottima fedeltà acustica e un rapporto segnale/rumore bassissimo. Ecco spiegato il motivo per cui tali schede arrivano a costare anche centinaia di euro.
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