Vediamo di chiarire meglio i concetti appena esposti con qualche esempio pratico. Immaginiamo di avere un segnale
sinusoidale puro: quale sarebbe la sua rappresentazione nel dominio di Fourier delle frequenze (ovvero il suo spettro)? Molto banalmente, lo spettro di una sinusoide è costituito da un
unico termine, la sinusoide stessa appunto, più eventualmente un termine costante, se alla sinusoide è sovrapposta anche una componente continua, come si vede dal grafico seguente.
Proviamo ora a verificare ciò utilizzando VA. Impostiamolo con il
loopback interno (per ottenere un segnale il più puro possibile) e facciamogli generare una sinusoide, ad esempio alla frequenza di 1 kHz. Impostiamo quindi la sensibilità dell'ingresso
Stereo Mix al massimo, e il livello di uscita
Wave Out quasi a zero, utilizzando i due slider posti in alto a destra, evidenziati dalle frecce blu (ricordatevi però di attivare oscilloscopio e analizzatore tramite il pulsante
ON/OFF posto nell'angolo in alto a sinistra della finestra principale):
La finestra dell'analizzatore di spettro mostra ciò che ci si dovrebbe aspettare: un picco pressoché verticale in corrispondenza della frequenza di 1000 Hz, e un "sottofondo" pressoché indistinguibile, dovuto al rumore.
Proviamo ora ad aumentare,
molto gradualmente, il segnale in uscita, mantenendo al massimo la sensibilità dello stadio d'ingresso: ad un certo punto iniziano ad apparire altri "picchi":
Ciò indica che la forma d'onda non è più una sinusoide pura, ma è, in qualche modo, distorta, anche se in maniera così impercettibile da passare inosservata all'esame tramite l'oscilloscopio, mentre invece l'analizzatore di spettro se ne accorge, eccome.
Ciò che sta accadendo è molto semplice: il segnale d'ingresso inizia a essere eccessivo e, come si dice in elettronica, manda in saturazione lo stadio d'ingresso della scheda audio: la sinusoide viene, per così dire, "tosata", appiattita, agli estremi superiore e inferiore. Se ancora vi sfugge il difetto, ponete attenzione alle zone cerchiate in rosso.
Aumentando ancora il livello di uscita, la sinusoide appare visibilmente tagliata, e i picchi oltre la fondamentale appaiono evidentissimi: la forma d'onda è fortemente distorta.
Mediante opportune formule, è possibile calcolare la
percentuale di distorsione della sinusoide, misurando le ampiezze del picco della fondamentale e delle varie armoniche. Ed è ciò che viene usualmente fatto per calcolare, ad esempio, la
distorsione armonica totale di un amplificatore audio.
I lettori possono ora iniziare a intuire le enormi potenzialità insite nell'analizzatore di spettro. Come vedremo con altri esempi, in mano a un tecnico esperto, esso può offrire informazioni sulla tipologia e qualità dei segnali in esame, che possono sfuggire con altri metodi di misura.
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