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Quando il codice diventa poesia
Scritto da Andrea Chiarelli il 15-03-2012 ore 14:36
Che la programmazione sia un'attività creativa è un fatto risaputo. Ma può essere tanto creativa da diventare poesia? In altre parole, un linguaggio di programmazione può essere utilizzato per scrivere poesie? Poesie che comunicano sensazioni all'essere umano, ma correttamente compilabili ed eseguibili da un computer?
Secondo Ishac Bertran è possibile, talmente possibile che ha organizzato un concorso specifico: code {poems}.
Il concorso prevede appunto la creazione di poesie scritte utilizzando un qualsiasi linguaggio di programmazione.

Chiunque può partecipare sottoponendo alla giuria entro il prossimo 31 maggio una poesia, a patto che rispetti le due uniche norme previste dal regolamento: abbia un peso massimo di 0,5 KB e venga compilata senza errori.
Le poesie pervenute verranno selezionate per la pubblicazione in un insolito libro.

Anche se l'iniziativa può apparire un tantino eccentrica, non si tratta di una novità assoluta. La comunità degli sviluppatori Perl ha una lunga tradizione in materia, risalente al primo aprile del 1990, quando apparve su Usenet la famosa Black Perl. Tradizione ancora viva grazie alla sezione Perl Poetry di PerlMonks.

Chissà quanto gli altri linguaggi si prestano anche all'elaborazione poetica.
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