Lettura coinvolgente, questo è il principale commento dopo poco più di una settimana passata a leggere le interviste contenute nel libro, che evidentemente non tratta programmazione bensì
vite imprenditoriali, ben diciotto, del settore videoludico. L'esperienza tecnica e manageriale vissuta da persone che hanno realizzato titoli storici viene sviscerata grazie alle domande poste dall'autore
Morgan Ramsay, imprenditore
seriale, fondatore e attuale presidente dell'
Entertainment Media Council, praticamente l'unica associazione per imprenditori, executive e senior manager dell'industria dei videogame.
La
prefazione del libro è affidata a
Peter Molyneux, famosissimo game designer di giochi come
Populous e
Black and White, e alcuni dei personaggi intervistati sono vere e proprie leggende del settore come
Trip Hawkins fondatore di Electronic Arts,
Nolan Bushnell cofondatore di Atari,
Wild Bill Stealy cofondatore di MicroProse Software,
Doug e
Gary Carlston, cofondatori di Broderbund Software,
Ken Williams cofondatore di Sierra On-Line e
Lorne Lanning cofondatore di Oddworld Inhabitants.
Le domande di
Ramsay sono abbastanza dirette, alcune forse scomode, come quando chiede a
Trip Hawkins quali errori sono stati commessi riguardo la crescita di 3DO e relativa console degli anni '80, oppure quando chiede al
cofondatore di MicroProse Software per quale motivo soltanto il nome del suo socio ha preceduto quasi sempre i loro titoli di maggior successo.
Molte sono anche le domande che quasi investigano sull'eccezionale fatturato avuto in passato dagli intervistati e su quali conoscenze manageriali e di business avessero inizialmente; interessante è scoprire che alcuni di loro furono guidati soltanto dall'istinto, che commisero errori che a volte portarono a fallimenti e altre volte a successi insperati.
Una intervista che colpisce è quella a
Ken Williams, che insieme a sua moglie Roberta, probabilmente la persona più ispirata dei due dal punto di vista narrativo e artistico, trasferì la sua famiglia ad un passo dal Yosemite National Park per sviluppare videogiochi e creò la saga di
King's Quest.
Altra intervista interessante è rivolta a
Christopher Weaver, che come esperimento nel 1986 fondò la
Bethesda Softworks; egli racconta gli inizi, la nascita del gioco saga
Elder Scrolls e le spiegazioni riguardo la qualità della vita in azienda, accanto ai motivi per cui ha lasciato quest'ultima dopo averla riorganizzata come divisione della ZeniMax Media.
Una ultima nota riguarda l'intervista a
Tobi Saulnier, fondatrice di
1st Playable Productions e unica donna imprenditrice tra gli intervistati; ha lavorato per molti anni in General Electric e, parallelamente, ha svolto volontariato in veste di presidente di una scuola Montessori locale.
Quest'ultima esperienza le ha fatto nascere la voglia di creare una piccola azienda e gestirla personalmente: la
1st Playable Productions si occupa di realizzare videogiochi, tra gli altri, dalle produzioni cinematografiche Disney per tutte le fasce d'età. Intervista da leggere.

Lettura molto interessante e un libro da avere assolutamente perché indispensabile per chi vuole iniziare una esperienza imprenditoriale nel settore videoluco. Peccato che in Italia iniziative del genere non ce ne sono.