Jesse e Eric sono due diciannovenni diplomati senza alcuna possibilità (economica, prima di tutto) di frequentare l'università, che si guadagnano da vivere riparando computer in un anonimo negozio di uno sperduto paesino dell'Idaho. Emarginati da ogni attività scolastica, ma anche sociale, fanno parte di quel gruppo di ragazzi che viene definito "geeks", ovvero (stando alla definizione di Eric S. Raymond) "qualcuno che soddisfa tutti gli stereotipi negativi sugli hacker". Si interessa di loro Jon Jatz (l'autore del libro), scrittore esperto in nuove tecnologie e collaboratore di riviste cartecee e digitali quali "Wired", "GQ", "HotWired", "Rolling Stone", "New York Times" e, soprattutto, "Slashdot.org". Katz li conosce tramite Internet (ovviamente) e incomincia con loro uno scambio di e-mail che accrescono la sua curiosità a tal punto da farlo salire su un aereo per andare a trovarli direttamente a Caldwell, nel retrobottega del piccolo negozio "Ecmo Computers". Si trova davanti a due ragazzi fieri della propria condizione di outsider, che si sono costruititi una vita sociale all'interno della Rete e che dimostrano una fede incondizionata solo nella tecnologia e nelle positive ricadute che questa può avere sulla società. Non senza una grande fatica, Katz riesce a guadagnarsi la fiducia di Jesse ed Eric e li sostiene quando i due fuggono dall'Idaho per approdare a Chicago, dove, in un brevissimo arco di tempo, trovano entrambi un lavoro ben retribuito. La loro corsa non si ferma: intraprendono l’avventura universitaria (negli States relegata a miraggio per i figli della working class) e sfidano, da ex geeks, lo stesso sistema di Professori e coetanei che durante l’adolescenza li aveva esclusi.

Che un libro di questo tipo venga tradotto in italiano è un caso piuttosto raro. L’essere anche un buon libro accresce il valore della sua traduzione.