Al ricco catalogo di
JetBrains, dove è possibile trovare i già noti
IntelliJ IDEA,
RubyMine e
PyCharm, si aggiunge un
ambiente di sviluppo per Objective-C, chiamato
AppCode, nuovo e dunque in versione 1.0, che promette di
fare la differenza grazie a caratteristiche particolarmente utili e accattivanti.
Alcune di queste sono piuttosto ovvie, e dunque vengono semplicemente qualificate con aggettivi (ovviamente) migliorativi, per cui il
completamento del codice è
studiato e
comodo (sfido chiunque a trovare qualcuno che lo proponga inopportuno o scomodo); c'è poi l'
analisi del codice dinamica, con i suggerimenti per opportune modifiche;
ricerca veloce nei progetti di metodi, risorse, classi e variabili;
trasformazione istantanea del codice; ottimizzazione del
refactoring.
Naturalmente, il quieto vivere in un ecosistema un po' chiuso come quello di Apple richiede strategie alla
Sergio Caputo (
coltivare rapporti coi cannibali), assicurando ad esempio l'apertura di progetti XCode, l'
integrazione con InterfaceBuilder, e la possibilità di interagire, ci mancherebbe, con emulatori e dispositivi iOS. Impossibile inoltre pensare alla mancanza di un
debugger e di test unit, e c'è anche il
controllo di versione compatibile con Subversion, Git, Perforce e CVS.
Naturalmente è presto per dare un giudizio, anche solo approssimativo, sulla bontà del prodotto, o fare un paragone con il concorrente di Apple, anche perché chiunque voglia fare il confronto a casa sua può
scaricare la versione di prova e utilizzarla per trenta giorni, purché disponga di Mac OS X versione 10.5 o superiore, e magari un paio di GB di RAM.
Personalmente ho pestato qualche tasto con un glorioso MacBook quasi saturo e con un solo Giga di RAM, il programma ha funzionato discretamente anche se un po' a rilento specialmente in avvio, ma mi sono limitato a iniziare un
progetto inserendo qualche riga di codice, e ricavandone una
buona impressione generale. Superato il periodo di prova, fino al prossimo 31 dicembre il
prezzo di vendita è fissato a 131 dollari per le aziende, che diventano 61 per sviluppatori singoli; il prezzo si azzera per le
scuole e i progetti
open source, per i quali va fatta una richiesta specifica.