Potrebbe sembrare anacronistico che una società come Google, la quale crea ed evolve il Web ogni giorno, voglia soppiantare un linguaggio storico come JavaScript. In realtà, l'analisi approfondita del progetto
Native Client SDK (NaCl), per ora legato al solo browser Chrome e ai
progetti Chromium, costituisce nelle intenzioni della società di Mountain View un alleato e un'alternativa a JavaScript, non una sostituzione.
Si è già discusso più volte di
NaCl, una tecnologia che aggiunge al browser la possibilità di eseguire codice compilato, ad esempio piccole applicazioni C o C++; come novità di questi giorni, Google ha presentato alcuni
esperimenti che aziende come
Square Enix,
Unity Technology e
Bungie hanno realizzato con questo prodotto.
Gli
early adopter di
NaCl sono nei fatti soprattutto produttori di applicazioni videoludiche, che trovano in questa tecnologia un modo per velocizzare i tempi di produzione, trasportando sul Web, con poco sforzo, prodotti già pronti in versione desktop.
A quanto riferisce
Claudine Beaumont di Google, in un'
intervista rilasciata a TechNewsWorld,
NaCl ha ormai raggiunto la maturità, con funzioni tali da renderlo attraente per gli sviluppatori di applicazioni, che possono in questo modo aver accesso al significativo numero di utenti del
Chrome Web Store.
Potendosi ora avvantaggiare della
grafica bi- e tridimensionale, anche grazie alle librerie
OpenGL ES 2.0, alle funzioni di
mouse lock e alla
full-screen API, al supporto per C#, un'azienda come
Spacetime Studios ha potuto convertire le 500.000 linee di codice del suo
Star Legends.
Si tratta, a tutti gli effetti, di un primo passo verso l'integrazione definitiva del Web, che non deve però prescindere da una buona politica di
sicurezza, ad oggi un punto debole di molti app store.